di Lina Paronetto
TREVISO – Ha notato nel capannone accanto a casa un grosso topo e, per eliminarlo, ha deciso di entrare in casa e prendere il fucile da caccia del padre. Solo che quando ha caricato le cartucce e ha sfiorato il grilletto, è partito un colpo che lo ha raggiunto al piede sinistro, ferendogli gravemente l’alluce.

L’incidente lunedì pomeriggio in via Van Axel, a Onè di Fonte, vittima un falegname di 43 anni, Robertino Mascotto, immediatamente trasportato al Pronto soccorso di Castelfranco. Di fatto, i pallini hanno spappolato l’alluce dell’artigiano, che è stato medicato e fasciato: per lui la prognosi è di 30 giorni.

Nell’abitazione di Onè non solo gli operatori del Suem, ma anche i carabinieri della Compagnia di Castelfranco, che hanno denunciato il padre L.M., 76 anni, per omessa custodia dell’arma. «Il fucile da caccia non doveva essere nella disponibilità di altri» spiega il comandante, il capitano Salvatore Gibilisco, motivo per il quale ora i militari scriveranno alla Questura per chiedere la revoca della licenza al pensionato, ex artigiano.

I militari hanno inoltre posto sotto sequestro il fucile. Il 43enne abita con i genitori in via Van Axel. Lunedì, verso l’ora di pranzo, ha visto il ratto gironzolare nel capannone accanto all’abitazione e ha ritenuto di poterlo eliminare facilmente sparandogli con il fucile. Ma non è neppure arrivato a puntargli l’arma contro: ha maneggiato il fucile con disattenzione, tanto da far partire accidentalmente un colpo appena caricate le cartucce.

Sfortuna ha voluto che i pallini raggiungessero il piede sinistro: per fortuna la ferita ha interessato di fatto solamente l’alluce, altrimenti l’uomo avrebbe rischiato grosso. Non si tratta tuttavia di una lesione superficiale: il colpo ha spappolato dito e unghia, tanto che i medici lo hanno giudicato guaribile in un mese. Mascotto è rimasto ricoverato in ospedale solo per poche ore: è già stato dimesso e sta trascorrendo a casa la convalescenza. Raggiunto al telefono, ha preferito non commentare l’accaduto, che poteva costargli caro.

Ora del fatto dovrà rispondere il padre, che deteneva regolarmente il fucile: per la legge, averlo lasciato a disposizione di altri equivale ad averne omesso la custodia, motivo per il quale il pensionato è stato denunciato e si è visto sequestrare l’arma da caccia. Per lui sono venuti a mancare anche i requisiti per detenerla e per questo scatterà presto anche la revoca del permesso.

Giovedì 25 Luglio 2013

Fonte: il gazzettino