Le proteste degli animalisti hanno avuto la meglio su una nuova per una nuova mostra di artisti concettuali contemporanei cinesi: il Guggenheim a malincuore ha fatto marcia indietro e ha ritirato dal percorso espositivo tre delle installazioni incriminate.  La mostra si inaugurerà il 6 ottobre con 150 pezzi d’arte sperimentale e in molti casi a effetto choc, ma ben prima del taglio del nastro erano scoppiate polemiche. «Preoccupato per la sicurezza dello staff, dei visitatori e degli artisti che hanno partecipato alla rassegna», il Guggenheim ha fatto sapere che due video che mostrano animali vivi e una scultura in cui veri rettili divorano insetti non faranno parte dell’esposizione “Art and China After 1989”. Una decisione presa con rammarico: «La libertà di espressione è sempre stata e sempre sarà uno dei valori centrali del nostro museo».

Uno dei video mostrava quattro coppie di pitbull che si affrontano per sette minuti su altrettanti tapis roulant pronti a sbranarsi. L’altro riprendeva un atto sessuale tra un cinghiale e un maiale, i due animali marchiati con lettere dell’alfabeto cinese e romano per illustrare il contrasto tra diversi sistemi di scrittura e la natura selvaggia degli animali.

La scultura con centinaia di locuste, millepiedi, gechi, grilli e scarafaggi e altri insetti e rettili vivi destinati a perire (o sopravvivere) nei tre mesi in cui sarà aperta l’esposizione dava il sottotitolo alla mostra, «Teatro del Mondo», e la censura nei suoi confronti deve aver pesato molto alla curatrice della rassegna Alexandra Munroe, una star dello studio dell’arte orientale in America. 

Assieme alla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) l’American Society for the Protection of Cruelty to Animals aveva denunciato «la crudele manipolazione di animali», prendendo in particolare di mira il video di Sun Yuan e Peng Yu con i pitbull sui tapis roulant: «Tipici oggetti usati nel brutale addestramento per cani da lotta».

Cani veri furono usati quando l’installazione di Sun e Peng fu prodotta nel 2003. E anche se al Guggenheim doveva approdare solo un filmato, una petizione su Change.org per chiederne la rimozione aveva raccolto in pochi giorni mezzo milione di firme. Sun e Peng, marito e moglie nella vita, non sono nuovi a opere choc. Nel 2000 il loro sangue fu iniettato nel cadavere di due gemelli siamesi per la performance a Shanghai intitolata «Body Link».

Fonte: La Stampa