Parabiago, 5 aprile 2019 – Veleno per topi nelle scodelle destinate al cibo per gatti: è l’ennesimo episodio che si è verificato in città a danno, ancora una volta, degli animali. E dopo i cani stavolta è toccato ai gatti. Al centro della vicenda una piccola colonia di micetti in via Felice Gajo: si tratta di un angolo dove alcune persone ormai da mesi accudiscono questi animali, quasi tutti randagi. Persone che ogni giorno si preoccupano di mettere nelle ciotole croccantini e acqua per poterli sfamare e dissetare, tanto che sono una decina i gatti che si recano puntualmente in quel luogo sapendo che possono trovare da mangiare e da bere.

A dare l’allarme una delle persone che si occupano direttamente di rifocillare i felini recandosi nella piccola colonia improvvisata di via Gajo cercando di mantenerla anche pulita: «L’altra mattina, quando siamo andati a fare il nostro solito lavoro, abbiamo notato delle piccole palline blu in mezzo al cibo. Abbiamo subito immaginato che si trattasse di veleno, la forma e il colore erano inequivocabili e facendo una rapida ricerca in rete abbiamo subito scoperto che si trattava di veleno per topi, potenzialmente letale per i gatti».

Mici che tra l’altro non sono soltanto randagi, visto che qualche animale domestico spesso abbandona la propria abitazione per un giro nel quartiere, per poi tornare a casa quasi sempre in giornata. «Purtroppo – aggiungono i volontari – non sappiamo se qualche animale abbia mangiato il veleno, se sia stato male o sia addirittura morto. Sono diversi quelli che vengono in questa piccola colonia, e mano a mano che li vedremo potremo renderci conto della situazione».

Come detto, non è il primo caso di tentativo di avvelenamento ai danni dei quattrozampe della zona: nei mesi scorsi l’allarme era scattato in alcuni parchi cittadini e sulle sponde del Villoresi, luoghi dove abitualmente si portano a passeggio i cani. In varie occasioni erano stati ritrovati bocconcini di cibo avvelenati o addirittura con all’interno dei chiodi. In un caso uno dei proprietari dei cani era stato costretto a portare d’urgenza il proprio animale dal veterinario e solo grazie al pronto intervento e a un’operazione d’urgenza era riuscito a salvarlo. Le indagini su chi siano gli avvelenatori non hanno però ancora portato a nulla.

Fonte: Prealpina