«Sono pazzie da estremisti non ci faremo intimidire». Il mondo delle doppiette difeso anche dall’assessore “anti-nutrie” Lorenzon Garbujo: «Noi immacolati». Maggion: «Teste calde». Saldan: «Caso sconcertante»

27 ottobre 2015 – MORGANO. «La categoria dei cacciatori è bersagliata da tutti e soprattutto da 100% animalisti, viviamo tutti i giorni sotto tiro dell’opinione pubblica e di questo falso animalismo: il cacciatore è una parte importantissima della gestione del territorio e dell ambiente, e ancora dopo questo siamo bersagliati e diffamati». Gianni Garbujo, presidente provinciale Italcaccia e vicepresidente nazionale, condanno quanto accaduto a Morgano: «È l’ennesima prova di degenerazione: noi siamo rispettosi delle leggi, non si può fare di tutta l’erba un fascio. I cacciatori hanno la fedina penale immacolata, non discutiamo con gli estremisti. Non possiamo assistere a queste pazzie. Direi ai cacciatori di mantenere la calma e ricordare che portiamo un’arma, la custodia dell’arma è fondamentale. Per essere cordiale, questo cacciatore ha messo a repentaglio vita, arma e richiami, che sono uccelli nati in cattività. Averli messi in libertà è la loro condanna a morte»

«Un atto intimidatorio nei confronti della categoria dei cacciatori per la loro attività. Ai nostri soci lo ripetiamo sempre: dinnanzi a qualsiasi attacco, cercate di non reagire». Paolo Maggion, presidente provinciale dell’associazione Libera Caccia, è sconcertato nell’apprendere dell’episodio capitato domenica a Morgano. «È un fatto gravissimo messo in atto da una persona estremista, che ha rischiato molto dal momento che è andato contro a una persona che comunque era armata. Ha fatto benissimo a non reagire. L’episodio comprova il fatto che anche tra gli animalisti ci sono teste calde che vanno a macchiare l’intera categoria», chiarisce Maggion, «In ogni categoria ci sono persone che non si comportano secondo le regole, ma non per questo vanno criminalizzati tutti». Il riferimento del presidente di Libera Caccia è rivolto anche al mondo delle doppiette: per qualcuno che sgarra, a esempio sparando nei pressi di case e scuole, c’è un esercito di cacciatori che pratica la propria passione secondo le regole.

Sulla stessa linea anche Pietro Saldan, vicepresidente provinciale e nazionale di Enalcaccia. «Quello che si è verificato a Morgano è un episodio del tutto nuovo in Veneto e penso anche nel Nord Italia», spiega. Ma la caccia è diventato uno sport pericoloso? «Se una persona la pratica nel rispetto delle regole, nei luoghi e nei tempi consentiti, evitando di aggirarsi nei pressi di case e luoghi di lavoro, il pericolo è basso, meno di quello che si corre andando per strada», chiarisce Saldan. Mirco Lorenzon, assessore provinciale alla caccia, quasi stenta a crederci. «Un fatto gravissimo, una follia assoluta. Casi così succedevano quando si andava a cacciare nell’ex Jugoslavia. Se ad agire è stato un animalista che ce l’ha con i cacciatori, è un pazzo. Oppure è un delinquente che ha utilizzato lo stratagemma del ciclista come un pretesto», spiega l’assessore Lorenzon, «Mi auguro che non sia nelle corde delle associazioni animaliste, che pure avevano attaccato anche me nel passato per la questione delle nutrie, avere comportamenti del genere». (Rubina Bon)

Fonte: La Tribuna di Treviso