Aperta la caccia all’orso «dannoso». La lega per l’abolizione della caccia protesta

Lunedì, 21 Luglio 2014

Una delibera della Giunta della Provincia Autonoma di Trento arma il grilletto dei cacciatori «se non risulteranno efficaci le misure di prevenzione» – dice l’assessore all’Agricoltura foreste e ambiente Michele Dallapiccola – e mette sotto accusa in particolare l’orso M4 considerandolo «orso deviato» e dannoso. «Abbiamo avuto molti decessi di orsi del Trentino Alto Adige/Südtirol negli ultimi anni, – riporta una nota della lega per l’abolizione della caccia – non esattamente per cause naturali: orsi investiti dalle auto; orsi sedati maldestramente; orsi annegati perché caduti in acqua durante la narcosi; orsi scomparsi, molto probabilmente vittime di atti di bracconaggio; oltre agli orsi “giustiziati” all’estero in quanto pericolosi razziatori di patate, come JJ1 nel 2006 Germania, JJ3 nel 2008 e M13 nel 2013 in Svizzera.

Oggi la Provincia di Trento desidera allinearsi alle decisioni di oltreconfine e risolvere le situazioni, considerate problematiche, con l’uso del fucile. Risolvere le questioni con la violenza è un sistema vecchio come il mondo ma non particolarmente apprezzato ai nostri giorni, almeno alle latitudini civilizzate».  Ricordiamo che in caso di comprovato danneggiamento da orso, così come da tutti gli altri animali selvatici che sussistono sul territorio, la provincia risarcisce il danno.

«Forse che i danni da ungulati, diversamente da quelli da lince, lupo o orso, sono tollerabili in virtù del fatto che gli ungulati sono cacciabili mentre i grandi predatori no? – si domanda la LacTrentino nella nota –

«Per quanto riguarda gli animali cosiddetti da reddito, per la pecora, essere ammazzata per la carne dall’uomo o dall’orso non credo che faccia gran differenza! Le misure di prevenzione risulteranno efficaci solo se adeguatamente sostenute e pubblicizzate. Solo la volontà politica potrà dare efficacia a queste misure, ma se la politica si orienta verso metodi sbrigativi, non c’è speranza per il progresso».

«Il Trentino Alto Adige/Südtirol, – continua la nota – non è un’isola, è collocato in Italia e in Europa, per cui, volenti o nolenti, dobbiamo rispondere alle direttive nazionali ed europee. In Italia e in Europa, linci, lupi e orsi sono animali protetti in quanto animali rari e preziosissimi per gli ecosistemi naturali». Nel comunicato la LacTrentino riporta anche dei dati, «mai da oltre 150 anni abbiamo registrato notizia di aggressioni da orso alle persone mentre ogni anno contiamo molti incidenti anche mortali causati da cacciatori eccessivamente esuberanti. Nella sola stagione di caccia 2013/2014, in poco più di cinque mesi, dunque, abbiamo contato 69 feriti tra i cacciatori e 13 tra la gente comune. Inoltre 55 morti tra i cacciatori e 2 tra la gente comune: una donna uccisa dal fratello cacciatore che puliva l’arma e un cercatore di funghi scambiato per un cinghiale.

Abbiamo inoltre, ogni anno, centinaia di incidenti provocati da api e vipere, che facciamo: iniziamo lo sterminio? Oppure semplicemente prendiamo intelligenti precauzioni?» «Ancora, ogni anno, contiamo migliaia di incidenti d’auto e incidenti sul lavoro ma non sento nessuno minacciare di sguinzagliare i cacciatori contro guidatori un po’ troppo allegri o datori di lavoro abbastanza disinvolti sulle norme di sicurezza … (Per non parlare dei milioni di vittime di droghe, alcool e fumo).  Ognuno di noi continua a passeggiare per i campi, viaggiare e lavorare semplicemente prendendo legittime precauzioni e sperando di non essere scambiato per un cinghiale da un cacciatore»! «Invece di educare la popolazione residente e turisti alla meravigliosa opportunità di condividere le aree naturalistiche con simili grandi animali selvatici, la provincia insiste nel considerare l’orso non un legittimo nostro vicino di casa ma un grave problema da risolvere con le maniere spicce da cowboy!

I turisti più accorti che apprezzano la vacanza ecosostenibile sanno bene quanto sia penoso fotografare attraverso le sbarre un disperato esemplare animale vissuto sempre in cattività e apprezzano invece la possibilità di frequentare i nostri boschi sapendo quanto sono preziosi e da proteggere proprio perché da qualche parte si nascondono orsi schivi liberi di girovagare in un ambiente naturale sano».

La Lac Trentino fa sapere che «contrasterà l’approvazione presso il Ministero dell’Ambiente di tale delibera antistorica, antiscientifica, incivile e utile solo a solleticare i bassi istinti di una parte dell’elettorato».

 

Fonte: La Voce del Trentino