La Coldiretti di Padova ha emanato un delirante comunicato a 104 sindaci: è un’allucinante proposta di piano di sterminio delle Nutrie. La follia anti – Nutria non si ferma: dopo la tragicomica boutade del leghista Lorenzon, che propone il cannibalismo contro questi Animali, ora l’associazione dei coltivatori e allevatori presenta un piano dettagliato per la “eradicazione” dei roditori. Principale fautore è Federico Miotto, di Piove di Sacco (Pd), presidente della Coldiretti padovana e allevatore di vitelloni da ingrasso: cioè di poveri bovini destinati, dopo pochi mesi di vita in prigionia, ad essere ammazzati, squartati e mangiati.

Si può immaginare quindi che sensibilità possa avere per gli Animali e l’ambiente (gli allevamenti zootecnici sono oggi uno dei principali fattori di inquinamento e spreco di risorse).

Il Miotto, per motivare il biocidio, non esita a ricorrere a due delle molte menzogne messe in circolazione da chi ha montato la campagna di odio contro le Nutrie: i famosi argini bucherellati dalle tane (che nessuno ha visto mai) e le buche scavate nei campi, che, secondo lui, provocherebbero il ribaltamento dei trattori! Ricordiamo al Miotto che le esondazioni degli ultimi anni nel Veneto non sono state provocate da cedimento degli argini, ma dalla decennale mancanza di manutenzione del sistema idrogeologico, manutenzione che sarebbe compito dei vari consorzi, come il Consorzio di Bonifica di cui lui stesso è consigliere.

Il piano della Coldiretti prevede che chiunque, con qualunque mezzo o arma (esclusi i veleni, bontà loro) sia autorizzato ad assassinare le Nutrie, in qualsiasi luogo e in ogni periodo dell’anno. Se questa opzione dovesse passare, si verificherebbe un massacro di vaste proporzioni, un gravissimo danno ecologico, senza considerare l’aspetto morale della questione.

Le Nutrie sono Animali innocui, ormai parte della nostra fauna, sono creature innocenti che hanno il diritto di vivere ed essere lasciate in pace. CENTOPERCENTOANIMALISTI dice NO alla “soluzione finale” ai danni delle Nutrie, e si opporrà con ogni mezzo, anche con azioni dirette.

Nella notte tra il 9 e 10 marzo, militanti di Centopercentoanimalisti hanno affisso per protesta manifesti di liberazione Animale, manifesti contro la caccia e due striscioni diretti a Miotto sull’entrata della sede Padovana di Coldiretti in via Croce Rossa. 

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