Il parroco di Cusignana, frazione di Giavera del Montello (Treviso), organizzatore della sagra di paese nelle quale viene posta come premio della lotteria una Cavalla, non ha ancora fatto conoscere le sue intenzioni per la prossima sagra: continuerà a considerare un Animale come un oggetto, anzi una merce, o cambierà tipo di premi? E sì che noi CENTOPERCENTOANIMALISTI lo abbiamo interrogato con argomentazioni convincenti; ma lui, da bravo prete, non risponde né sì né no (contrariamente al dettato evangelico).

Allora, abbiamo deciso di rivolgersi al suo superiore diretto, il vescovo di Treviso, che abbiamo già chiamato in causa anni fa per un altro prete, quello che organizzava il barbaro “tiro dell’Oca” per i giovani bifolchi di Stigliano (Venezia). Non si può fare un confronto tra la barbarie di Stigliano e la lotteria di Cusignana; ma è vero che la Cavalla, esposta in mostra, soffre disagio. E poi vale il principio: un essere vivente esige rispetto, non è un oggetto.

Nella notte tra l’11 e 12 febbraio, Militanti del Movimento CENTOPERCENTOANIMALISTI, hanno affisso sulla porta della Curia Vescovile di Treviso un manifesto di Liberazione Animale uguale a quello affisso mesi fa sulla statua del Gesù a Cusignana. Vogliamo una risposta, punto.