Sergio Berlato, cacciatore, ex europarlamentare, ex assessore regionale, ex ex…, attuale consigliere regionale per grazia ricevuta, sotto processo per i presunti brogli quando era in Forza Italia, deve essere ridotto veramente alla frutta se, per avere un po’ di visibilità, ostenta di aver ricevuto “minacce di morte” per la sua attività a favore dei privilegi dei cacciatori.

E, con tutto il rumore che riesce a fare, ha annunciato di aver sporto querela contro i suoi detrattori. Cioè contro chi sul web esprime una opinione diversa dalla sua, riguardo la moralità e la sanità mentale di chi si diverte uccidendo.

Il Berlato è soprannominato, tra l’altro, “VIDENUNCIO”, data la facilità con cui usa questa frase. E da anni ci prova, senza aver ottenuto risultati apprezzabili. Ma per uno come lui, collezionista di sconfitte, questo non è un problema. Noi, se non fosse per la sua mania venatoria, potremmo anche provar pena verso questo misero agitarsi allo scopo di apparire. Forse paventa l’ennesima trombatura, alle prossime elezioni?

Per mostrare quanto consideriamo le sue denunce, nella notte tra il 23 e 24 ottobre, militanti di CENTOPERCENTOANIMALISTI hanno affisso uno striscione con l’icona dei cacciatori Pietro Pacciani e versato davanti all’ingresso di confavi a Thiene, una notevole quantità di sterco e letame.

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