Le “valli” della Laguna di Venezia sono oggi un ambiente ricchissimo di biodiversità, e un sito insostituibile per il riposo e la riproduzione dell’avifauna, sia stanziale che di passo. Purtroppo sono in gran parte privatizzate, e tutta la zona è oggetto di scorrerie di bracconieri, cioè cacciatori e pescatori che cacciano/pescano ANCHE al di fuori delle poche regole.

Una delle più estese (1200 ettari) è la Valle Drago jesolo, che viene gestita dall’industriale tessile Giuseppe Stefanel. Purtroppo Stefanel ha trasformato questo tesoro naturale in una riserva privata di caccia, dove lui o i suoi amici vanno ad ammazzare creature innocenti, per barbaro e vandalico divertimento. Anni fa vi ospitò nientemeno che Juan Carlos di Borbone, ex re di Spagna ex pupillo del dittatore Franco e accanito cacciatore.

Da notare inoltre che la Valle si trova in una zona “rigorosamente tutelata” e che nel 2012 Stefanel è stato sorpreso a sparare con munizioni caricate con pallini di piombo, proibiti nelle zone umide fin dal 2006.

Riteniamo vergognoso che singoli individui possano disporre a loro piacimento di preziosi ambienti naturali; riteniamo vergognosa la pratica della caccia, riteniamo che i cacciatori siano solo dei malati sadici che godono ad uccidere, e se ne vantano pure; riteniamo che la caccia e la pesca devono venir proibite nelle Laguna di Venezia, patrimonio dell’umanità.

Nella notte tra il 14 e 15 gennaio, militanti di Centopercentoanimalisti hanno affisso sulla rete della sede dell’azienda in via Postumia, 85 a Ponte di Piave (Treviso), manifesti ironici contro la caccia e uno striscione gigante diretto a Stefanel, non tutti sanno che barbara attività  pratica questo noto imprenditore, ci penseremo noi a farlo sapere a tutti gli Italiani, suore comprese.

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