Perenne sconfitta degli animalisti, profondo orgoglio per gran parte della popolazione spagnola più conservatrice, le feste che vedono come protagonisti i tori continuano a dare spettacolo di crudeltà.

L’ultimo episodio “goliardico” si è verificato durante una fiesta nella piccola città di Foios, a nord di Valencia (costa orientale spagnola): sotto gli occhi di una platea esultante, un toro di mezza tonnellata si è scagliato a tutta velocità contro una parete di legno, morendo probabilmente sul colpo, dopo che gli organizzatori gli avevano applicato delle fiaccole in fiamme sulle corna.

Poco prima di questo episodio, nel festival che nel gergo locale è chiamato ‘bous al carrer’ – Tori nelle strade – lo stesso toro, lasciato libero per le stradine della città “inseguendo” impavidi corridori (come previsto dal folklorico evento), ne aveva colpito uno alla gamba, prontamente tratto in salvo e curato dai paramedici. Successivamente il toro è stato legato ad una parete di legno al centro dell’arena, e gli organizzatori gli hanno appiccato il fuoco alle corna, prima di liberarlo. Pazza e senza uscita è stata la corsa della bestia, che in preda al terrore si è andata a schiantare contro la stessa parete alla quale era legata.

Molti sono i filmati circolanti che riportano l’accaduto, diffusi specialmente dai sostenitori spagnoli dei diritti degli animali. All’unanimità, questi spiegano che ci sono centinaia di feste simili che coinvolgono tori bruciati o torturati, in tutto il Paese. “Torturare gli animali non è divertente, è barbaro”, dichiara un esponente di un gruppo animalista ad un intervistatore locale. D’altro canto, gran parte della popolazione spagnola ascolta con sdegno le critiche degli animalisti. I sostenitori del festival ricordano, in questa occasione, che quella dei tori è una tradizione lunga più di 400 anni, che fa parte dell’identità spagnola e che, dopo tutto, “i tori non soffrono.

Fonte: News Notizie