La Spezia, 13 gennaio 2014 – «MI FERMO un attimo che sono stanco». Sono state queste le ultime parole pronunciate da Rocco Vinciguerra, lo sfortunato cacciatore morto ieri mattina all’alba nei boschi del monte Bardellone tra i comuni di Pignone e Monterosso, probabilmente colpito da infarto fulminante. Uno dei suoi compagni di squadra, impegnata in una battuta al cinghiale, al quale ha pronunciato la frase, si è girato verso di lui, dopo pochi secondi, e lo ha visto disteso sul sentiero privo di sensi. Immediato è scattato l’allarme al 118 che ha inviato i militi della Pubblica assistenza di Pignone (Raffaele Rossi, Adelmo Barilari e Franco Lucignano). Il poveretto, che non dava più segni di vita, veniva trasportato a sirene spiegate al pronto soccorso dell’ospedale di Levanto, dove i medici hanno cercato inutilmente di rianimarlo: il cuore di Rocco aveva cessato di battere.

Tutto il paese di Monterosso da ieri è in lutto per la tragedia che ha colpito il loro concittadino. Il dottor Emanuele Vitone, medico condotto del borgo, lo ricorda così:« Rocco era una persona benvoluta da tutti, molto conosciuto nella caccia al cinghiale, un uomo gioviale, nessuno si sarebbe aspettato che morisse così inaspettatamente. Era un animatore dell’estate monterossina».

La scomparsa di Rocco Vinciguerra, pensionato dell’ Arsenale, lascia un vuoto incolmabile nella moglie Mirella e nel figlio Duilio, di 24 anni. E lascia nel dolore i soci della «Società del Gigante» preesieduta da Piero Badassare e di cui Vinciguerra era il vicepresidente e organizzatore instancabile di manifestazioni estive come la popolare VivinFegina. I funerali di Rocco Vinciguerra, a cura delle onoranze funebri Cibiemme, si svolgeranno oggi, lunedì, alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Al termine della funzione funebre, la salma sarà cremata a Livorno.

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Fonte:  la nazione