MESTRINO. Roberto Chimetto era appassionato di caccia. Si stava recando in un’azienda agricola piemontese, ma probabilmente a causa di un malore Roberto Chimetto è uscito di strada ieri, intorno alle 10.30, a Carrù, in provincia di Cuneo. Vani purtroppo i tentativi di rianimarlo: l’uomo era già spirato. Sessantatré anni, originario di Mestrino, dove viveva da sempre, era sposato e aveva due figli. Era perito agrario e lavorava come tecnico per il dipartimento di Agronomia dell’università di Padova, per conto della quale ieri mattina si era recato in Piemonte. Uno dei suoi compiti era quello di andare nelle aziende agricole e negli allevamenti a verificare i dati dei protocolli sottoscritti con l’ateneo patavino.

Ieri mattina a bordo di un Fiat Doblò stava percorrendo la strada Provinciale 12, la cosiddetta Fondovalle Tanaro, quando all’improvviso ha perso il controllo del mezzo e, senza coinvolgere altri veicoli, ha invaso la corsia opposta ed è finito contro un muretto, stando almeno ad una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Fossano, che hanno condotto i rilievi. A dare l’allarme era stato un automobilista di passaggio, che ha fatto intervenire il 118: i sanitari hanno provato a rianimare Chimetto, ma purtroppo il cuore aveva già cessato di battere.

La salma è stata quindi composta nell’obitorio del cimitero di Mondovì. Ai carabinieri è toccato allora il triste compito di rintracciare i familiari per avvertirli della tragedia: Roberto Chimetto viveva ad Arlesega di Mestrino, con la moglie di origine tedesca, Elke. La coppia ha due figli, Hanna e Philipp, che attualmente vive in Germania. Non si esclude che a causare l’incidente e la successiva morte di Chimetto sia stato un malore, che gli abbia fatto perdere i sensi e di conseguenza il controllo del Doblò. In effetti di recente Chimetto aveva avuto dei seri problemi cardiaci, che ne avevano causato un ricovero e un intervento in cardiochirurgia a Padova, lo scorso settembre, seguito da alcune settimane di convalescenza e riabilitazione a Garda.

Dall’intervento si era ripreso molto bene e aveva continuato la sua vita come sempre, con le sue attività, il tempo libero trascorso a coltivare la sua campagna attorno a casa, le uscite con gli amici per cene e feste conviviali, ma soprattutto era tornato al suo lavoro all’università. Roberto Chimetto era infatti perito agrario ed era membro dello staff tecnico e amministrativo del Dafnae, il dipartimento di Agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente che fa parte del Campus di Agripolis, a Legnaro. In numerose pubblicazioni scientifiche di zootecnica compare il suo contributo nella rilevazione dei dati e nei rilievi zoometrici e anche come relatore in un convegno a parlare di prevenzione degli infortuni nelle strutture zootecniche. Una perdita che lascia un enorme vuoto nell’università e anche tra i tanti amici in paese.

Fonte: Il Mattino di Padova