Un pezzo di storia viene cancellato. Il Tribunale Federale, riunito a Roma, ha usato il pugno duro nei confronti della Mens Sana Siena: radiazione per Ferdinando Minucci (già g.m., vicepresidente e presidente), Olga Finetti (segretario generale) e Paola Serpi (vicepresidente), con conseguente divieto di partecipare, sotto qualsiasi veste o qualifica a qualunque attività federale o sociale nell’ambito della Federazione Italiana Pallacanestro; tre anni di inibizione per i dirigenti Cesare Lazzeroni e Luca Anselmi, fino all’ 8 ottobre 2019; nove mesi per il d.s. Jacopo Menghetti, fino all’8 luglio 2017 (non gli è stata contestata la frode sportiva, la richiesta iniziale era di cinque anni). E poi c’è la notizia più succosa: revoca degli scudetti (evento mai accaduto nel basket italiano) delle stagioni sportive 2011-2012 e 2012-2013, delle Coppe Italia 2012 e 2013 e della Supercoppa 2013. Attesa la particolare complessità della controversia, è stato fissato il termine di 10 giorni per il deposito della motivazione. Gli avvocati di Minucci hanno già annunciato il relativo ricorso alla Corte Federale, ulteriore passaggio sarà il Collegio di Garanzia del Coni.

FRODE SPORTIVA — Tutto nasce dal deferimento per frode sportiva di sei dirigenti della Mens Sana Basket, dichiarata fallita nel 2014. L’accusa ha ricordato l’ipotesi di evasione e falsificazione dei bilanci, attraverso l’interposizione della società Essedue, emerse dall’inchiesta della Procura della Repubblica (chiusa ma ancora in attesa dei rinvii a giudizio, dunque ancora da dimostrare in sede penale). Le difese insistono sulla mancanza di un nesso causale tra queste ipotesi e la realizzazione di un vantaggio sportivo. Gli scudetti revocati fanno inevitabilmente rumore. Il giudice delegato del tribunale fallimentare Marianna Serrao ha negato alla curatela la possibilità di avvalersi del patrocinio legale offerto gratuitamente dal Comune di Siena per la difesa dei titoli. Gli avvocati degli altri deferiti avevano chiesto che fosse chiamata a partecipare, per esporre le motivazioni della difesa dei titoli, la rifondata Mens Sana Basket 1871: essendo una società diversa, non è stata ammessa. E a sua volta non ha fatto richiesta di partecipare. Ieri invece ha chiesto di costituirsi la Polisportiva Mens Sana, casa madre e già proprietaria all’87% della defunta Mens Sana Basket, ma il Tribunale ha rigettato la richiesta. La Polisportiva impugnerà la decisione. Ma se ci sarà da ricorrere, il soggetto titolato a fare appello resta la curatela fallimentare, la cui contumacia in questo primo grado – al di là delle parole di alcuni degli altri deferiti – ha lasciato campo libero all’accusa. “Entro dieci giorni sapremo le motivazioni della sentenza – commenta Saccone, presidente della polisportiva Mens sana – quindi il nostro legale, l’avvocato romano Bruno Tassone, presenterà i ricorsi”. Uno riguarda la sentenza con la quale la Fip ha deciso di revocare scudetti e coppe , l’altro la bocciatura da parte della giustizia sportiva della richiesta della polisportiva Mens sana di costituirsi nel dibattimento per difendere gli interessi senesi.

LE AVVERSARIE — Si diceva degli scudetti revocati: le avversarie coinvolte sono Milano (nel 2012, finale persa 4-1, allenatore di Siena Pianigiani, quello dei lombardi Scariolo) e Roma (nel 2013, finale persa 4-1, allenatore di Siena Banchi, mentre dall’altra parte il coach era Calvani). Gli scudetti non verranno riassegnati, perché nel basket ci sono i playoff che di fatto rendono il campionato diviso in due fasi. Ma sulla non riassegnazione c’è già chi non è d’accordo. Per quanto riguarda la Coppa Italia, le avversarie di Siena furono Cantù (2012) e Varese (2013), mentre ancora Varese nella Supercoppa 2013.

Fonte: La Gazzetta dello Sport