LIVORNO. È malato di Parkinson, ma in casa ha tre fucili. La segnalazione arriva dai servizi sociali del Comune in questura nella mattinata di martedì.

Nel mirino c’è un livornese di 72 anni affetto non solo dal morbo di Parkinson ma anche da demenza tanto da avere l’assistenza domiciliare per il mantenimento delle attività cognitive. Tuttavia, è proprio durante un servizio in casa che gli esperti del Comune si rendono conto che l’uomo ha tre fucili di grosse dimensioni conservati in un armadio.

Immediatamente scatta l’allarme alla squadra della polizia amministrativa della questura che, dopo una rapida verifica sul numero delle armi detenute dall’anziano, vola a casa del 72enne per ritirare le armi. Si scopre così che, sia pure legalmente detenute (come previsto dall’articolo 39 del Tulps), le armi devono essere portate via per prevenzione. La legge infatti prevede che, nei casi di urgenza, le armi possano essere ritirate alle persone ritenute capaci di abusarne, anche a causa di alterate situazioni psico-fisiche.

Una volta a casa dell’uomo, i poliziotti hanno quindi ritirato due fucili da caccia più una carabina. La questura sottolinea l’importanza della sinergia tra gli enti locali, in questo caso i servizi sociali del Comune e gli uffici di polizia. «Gli agenti – sottolinea la portavoce della questura Angela Amato – sono subito intervenuti al fine di evitare ulteriori e negative conseguenze derivanti dal possesso di armi da parte di persone che proprio per le loro alterate condizioni di salute avrebbero potuto farne un uso non appropriato».

18 giugno 2014
Fonte: Il Tirreno