Ucciso dal suo fucile: cade e gli parte un colpo, cacciava al cinghiale.
E’ successo a Laterina, la vittima si chiamava Mauro Ceccherini e aveva 60 anni: aveva appena ferito a morte un animale, poi la scivolata
 
Arezzo, 30 luglio 2018 – Lo sparo andato a bersaglio, il fucile subito ricaricato, la scivolata nel dirupo per andare a controllare la preda, il colpo che parte e fulmina il cacciatore. Potrebbe essersi banalmente consumato così l’ennesimo, tragico, incidente di caccia in provincia di Arezzo. Di certo c’è che li hanno ritrovati senza vita a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, alle prime luci dell’alba.
 
Il cacciatore Mauro Ceccherini, 60 anni, e la sua preda, un cinghiale, in un bosco in località La Mannassa, nei dintorni di Laterina. Lo cercavano da qualche ora, da quando la famiglia, una moglie e due figli ormai grandi, avevano lanciato l’allarme non avendolo visto in casa. Mauro non si era più rivisto a casa. Inutile tentare al cellulare, nulla da fare. Sono così iniziate le ricerche dei carabinieri, subito informati dai familiari della passione di Ceccherini per la caccia. C’era da provare nelle zone più battute dai cacciatori nei dintorni. A un certo punto la sua auto è stata avvistata sul ciglio della strada in una zona impervia, vicina al cimitero di Laterina che il cacciatore comunque conosceva molto bene.
 
In quei boschi si sono subito concentrate le ricerche che all’alba hanno permesso di ritrovare il corpo di Ceccherini, personaggio molto conosciuto a Laterina dove viveva, nel quartiere della Maestà. Aveva infatti fatto parte a lungo delle squadre di caccia locali, nella vita era un apprezzato montatore di strutture per le carrozzerie che lo portava spesso lontano dalla sua famiglia. Un fisico scultoreo, soprattutto per l’età, e la grande passione per l’Inter gli elementi che emergono dai suoi profili social. Sulla fine del cacciatore indagano i carabinieri e la procura di Arezzo: l’obiettivo è rendere ancora più chiaro il quadro di quello che appare come un fatale incidente. L’autopsia aiuterà a cogliere alcuni particolari della caduta e del colpo partito dal fucile. Una caccia in solitario, un dirupo improvviso non visto e la sciagurata caduta. Potrebbe essere davvero andata così.
 
Il punto su cui si concentrano le attenzioni degli inquirenti è sull’eventuale presenza di altre persone sul luogo della tragedia. L’uomo stava probabilmente effettuando una battuta di selezione al cinghiale che si può fare cacciando anche da soli. Proprio per questo un tipo di caccia particolarmente controllata, con tanto di esami di abilitazione e iscrizione a uno speciale elenco. La salma di Mauro Ceccherini è stata trasportata all’obitorio del San Donato. L’ultimo atto di una giornata di caccia mortale.
 
Fonte: La Nazione