Per la caccia al tordo vengono utilizzati dei richiami vivi. Con il termine ‘richiamo vivo’ si intende un uccello della stessa specie, quindi un tordo bottaccio o un tordo sassello, utilizzato durante le battute di caccia per attirare i suoi simili con il proprio canto. La caccia al tordo con richiami vivi è consentita dalla legge e ogni cacciatore può detenere un numero prestabilito di richiami che varia da regione a regione. I richiami vivi vengono catturati in natura con l’ausilio di ‘roccoli’, una sorta di trappole posizionate tra i rami degli alberi, dotate di reti in cui rimangono impigliati gli uccelli mentre sono in volo. La cattura dei richiami vivi è di esclusiva competenza delle Province che, poi, provvedono a distribuire gli uccelli ai cacciatori. Gli esemplari destinati a diventare richiami vivi sono tenuti per tutta la loro vita in gabbiette di circa trenta centimetri e posti in scantinati e stanze buie per tutto il periodo primaverile ed estivo. Lo scopo del cacciatore è quello di indurre l’uccello a confondere l’autunno ( la stagione della caccia) con la primavera, poiché è in questa stagione che i tordi cantano per attirare le femmine e dare inizio alla stagione degli amori. Tenendo le gabbie al freddo e al buio nei mesi primaverili ed estivi, infatti, il tordo avrà l’impressione di trovarsi in un lungo inverno, così quando il cacciatore lo porterà fuori in autunno il tordo, pensando di trovarsi finalmente in primavera, comincerà a cantare attirando nella trappola i suoi simili e svolgendo al meglio la sua funzione di richiamo vivo. In Italia la pratica della caccia al tordo con richiami vivi è perfettamente legale.