MACERATA, 8 maggio 2018  – Dallo stato di ebbrezza alcolica all’associazione a delinquere, dal furto all’uso di sostanze stupefacenti fino alle minacce in famiglia ed al cacciatore che colpisce il compagno. Sono questi alcuni dei casi nei quali è intervenuta la polizia di Stato che può revocare o non concedere il porto d’armi o la detenzione di armi (fucili, perché sulle pistole interviene la prefettura) nei confronti dei cittadini che ne sono in possesso nel primo caso oppure ne fanno richiesta nel secondo. Sono le risultanze dell’incontro tra medici di base ed ospedalieri dell’Asur Av3 di Macerata con dirigenti della questura in merito alla certificazione medica e l’iter necessario per il rilascio del porto d’armi. I dati ultimi forniti dalla polizia di Stato in provincia, in questi primi mesi del 2018, segnalano che sono stati 9 i titoli per il porto d’armi che sono stati revocati: si tratta di persone che avevano avuto il titolo ma che poi ne hanno perso il diritto. Sette di questi avevano il porto d’armi caccia e due per attività sportiva.

Fonte: Corriere Adriatico