Caccia a Bambi, «troppi incidenti»  Si potrà sparare 5 giorni a settimana

La giunta stabilisce l’aumento delle giornate di caccia consentite. Oltre 3.500 le denunce arrivate alla Regione

FIRENZE – Fanno tanta tenerezza, perché quando si pensa a loro è inevitabile ricordare Bambi. Ma sono anche la causa di tanti incidenti, ben 3.500 denunce arrivate alla Regione Toscana, con morti e feriti. Solo la punta dell’iceberg perché i sinistri in realtà sarebbero molti di più. E in Toscana è diventata una vera e propria emergenza. Ecco perché la Regione dà il via libera alla caccia ai caprioli per cinque giorni alla settimana, anziché tre come è stato in passato. Dal primo giugno si potrà sparare liberamente «per portare a termine il piano di abbattimento» dice la giunta. In alcune province si potrà anche ammazzare mufloni, daini e cervi.

La delibera che verrà inviata per la ratifica al Consiglio regionale, per le battute di caccia al cinghiale e la selezione degli ungulati. Per il cinghiale, si spiega in una nota, la delibera prevede la possibilità di effettuare battute, su tutto il territorio regionale individuato per questo tipo di caccia, nel periodo compreso fra il 1 ottobre e il 31 dicembre 2013 oppure fra il 1 novembre 2013 e il 31 gennaio 2014. Saranno le province a definire le zone, i periodi e i giorni di caccia.

Da quest’anno, su specifici piani di abbattimento predisposti da parte delle Province, coerentemente a quanto indicato da Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del ministero dell’Ambiente, la caccia di selezione sarà possibile a partire dall’1 giugno per alcune specifiche specie e classi di età. «Questa delibera – commenta l’assessore all’agricoltura, caccia e pesca, Gianni Salvadori – ribadisce la volontà della Regione Toscana di dare risposte concrete al grave problema dei danni causati dalle popolazioni di ungulati all’agricoltura di pregio del nostro territorio pur rispettando sia i termini di legge vigenti a livello comunitario, nazionale, regionale e sia i pareri tecnico scientifici degli organi preposti».

Fonte: Redazione online Corriere Fiorentino 22 maggio 2013