22 maggio 2019 – Dopo Giorgio Armani, Hugo Boss, Gucci, i popolari marchi del Gruppo Inditex come Zara, Bershka, Stradivarius, Oysho, e molti altri nomi dell’alta moda internazionale, anche il Gruppo Prada entra a far parte della famiglia Fur-Free e mette al bando i materiali di origine animale, in nome di una moda più etica e sostenibile.

A partire dalle prossime collezioni donna della primavera/estate 2020, il marchio italiano del lusso, quotato ad Hong Kong, dirà addio allo sfruttamento degli animali e soprattutto abbandonerà le pellicce per dar vita a nuovi capi dai materiali alternativi e più innovativi.

Il Gruppo Prada ha annunciato la propria decisione di aderire a Fur Free Alliance: un network internazionale che riunisce oltre 50 organizzazioni di protezione degli animali che combattono quotidianamente per porre fine allo sfruttamento degli animali; una battaglia portata avanti in oltre 40 paesi di tutto il mondo contro una filiera estremamente crudele come quella dell’industria della pellicceria.

La collezione donna primavera/estate 2020 di Prada non vedrà più l’utilizzo di pellicce animali per la realizzazione dei nuovi capi. Si tratta del risultato – fanno sapere dalla maison – di un “dialogo positivo intercorso tra il Gruppo, i membri di FFA, LAV e The Humane Society of the United States”. Tuttavia, lo stock già prodotto continuerà ad essere oggetto di vendita fino ad esaurimento. L’annuncio è stato dato anche sulla pagina ufficiale di Twitter.