Roma, 5 ottobre 2017 – Sono passate pochissime ore dal video andato in onda sul telegiornale più visto della rete ammiraglia della Rai e le polemiche non hanno tardato ad infuocare il dibattito pubblico. Sul piede di guerra, e non potrebbe essere altrimenti, le associazioni in difesa degli animali che non hanno aspettato nemmeno un secondo ad esprimere tutto il loro sdegno nei confronti di una pratica, quella dell’allevamento intensivo degli animali, che ormai non rappresenta più una novità.

Questa volta si tratta di polli maltrattati e sofferenti che trascorrono la loro triste esistenza in capannoni strapieni e in condizioni igienico-sanitarie, inutile dirlo pessime. E si tratta di un eufemismo. Tutta questa sofferenza solo per garantire agli scaffali dei grossi centri di smistamento, di esserne sempre forniti a prezzi bassi per in consumatori. Ma sono pochi quelli che valutano un aspetto importante: tutto questo a che costo, magari anche non economico, ma di sicuro in termini di salute, di qualità della carne? Forse pochi conoscono le vere e proprie torture che questi poveri animali devono subire fin da quando i pulcini vengono alla luce schiudendo il guscio che li proteggeva fino a qualche ora prima. Appena venuti al mondo questi poveri esseri devono subito fare i conti con la crudeltà dell’uomo. Vengono, infatti, sottoposti a illuminazione continuamente così da mangiare in maniera continua e disordinata. In questo modo ingrassano presto, molto presto, anzi troppo presto.

Fino a quattro volte in più rispetto a quello che la natura, madre sempre buona e generosa ha previsto per il ciclo naturale della vita, pericolosamente alterato da queste operazioni. I polli sono anche maltrattati, il video mostra anche violenze e crudeltà gratuite da parte degli operatori ed evidentemente sofferenti per queste condizioni assurde in cui sono costretti a vivere. Vivere è un eufemismo. Tra le conseguenze accertate più gravi ci sono quelle cardiache, quelle polmonari e che riguardano le ossa. Organi e telaio (scheletro) non riescono a sopportare l’impetuoso e innaturale sviluppo e questo produce l’insorgenza di numerose malattie per combattere le quali si utilizzano massicciamente antibiotici. E questa pratica ha delle conseguenze negative certe anche per la salute umana, visto che poi questi polli finiscono sulle tavole dei consumatori.

Fonte: Business Online