Tra tutte le varie sigle di parassiti che affliggono la vita dei cittadini onesti, Equitalia è senz’altro, oggi, la più odiata dagli italiani. E a ragione, dato che è lo strumento del più iniquo prelievo fiscale, mentre concede stipendi da favola ai suoi funzionari.

Adesso poi si è saputo un altro aspetto demenziale del suo operare: al debitore insolvente possono venir sequestrati anche gli Animali da affezione, Cani Gatti etc. (come riporta Rai News il 28 giugno scorso http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Indebitamenti-pignoramenti-Equitalia-ora-anche-i-cani-vanno-asta-7b7f077b-8b07-478b-8e53-7a440fe43fcf.html ) E possono venire messi all’asta e rivenduti!

E’ un’ulteriore prova del cinismo di questi “signori”. Gli Animali non sono oggetti, non sono merce da barattare. Sono esseri viventi e senzienti, che esigono rispetto. E’ evidente il vero significato di questa prassi: un ricatto morale e affettivo verso persone che, già in difficoltà, trovano almeno nell’amore di un Animale un sostegno. Mentre i grandi evasori, i ladroni miliardari non vengono toccati, ai poveri cristi tolgono anche il Cane! Siamo a livelli demenziali, ma soprattutto si evidenzia una mentalità di disprezzo e insensibilità verso creature innocenti.

Contro questa aberrazione burocratica militanti di CENTOPERCENTOANIMALISTI, nella notte tra il 29 e 30 giugno, hanno affisso sulle vetrate della sede Legale di Equitalia a Milano in viale dell’innovazione 1/B, uno striscione “chiaro” e un manifesto di liberazione animale. I vertici di Equitalia capiscano al volo il messaggio animalista, nessun animale deve essere toccato! Che sia chiaro…

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