Roma, 10 luglio 2016 – La pressione internazionale potrebbe evitare un nuovo massacro dopo quello che si è già consumato in Kuwait dove 24 cani anti-bomba, ossia addestrati a fiutare gli esplosivi, sono stati eliminati in una sorta di esecuzione di massa.

La decisione è stata presa da un’azienda di sicurezza americana che ha perso il contratto per la sorveglianza dei siti di un’azienda petrolifera. Perso il lavoro, ammazzati i lavoratori, ossia i cani addestrati.

La notizia della strage ha fatto il giro del mondo ma l’azienda si è affrettata a precisare che gli animali “sono stati uccisi con umanità”, come esistesse l’umanità in un simile modo di procedere. Erano malati, si sono difesi i dirigenti del gruppo ma ci sono delle foto (terribili) che dimostrano come i corpi dei cani siano stati ammassati e, in un’immagine, si vede un dipendente che posa con il piede sopra il corpo di un animale senza vita.Come fosse un trofeo di caccia.

A denunciare i fatti è stata la Kuwait Animal Rescue Unit che ha messo in relazione la fine del contratto con la decisione di eliminare i cani. Da parte sua l’azienda petrolifera si è detta estranea ai fatti e ha riferito che il contratto è stato interrotto dopo che i cani hanno fallito l’individuazione di esplosivi durante un test.  Per gli animalisti però tutto questo sarebbe stato determinato dalla voglia di vendetta dei lavoratori rimasti senza occupazione. 

Grande preoccupazione poi per gli altri 90 cani della ditta che potrebbero fare la stessa fine. La speranza è che la mobilitazione mondiale contro questo scempio possa fermare la mano del boia. Anche se i lavoratori sono locali, l’azienda è americana e si spera che dalla sede centrale si fermi un nuovo eccidio.

Fonte: Quotidiano Net