COMUNICATO DI CENTOPERCENTOANIMALISTI

Ieri è stato abbattuto un cavallo all’ippodromo Breda di ponte di Brenta. La misura è colma.

La cosa ancora più scandalosa è che gli organizzatori hanno fatto successivamente svolgere lo stesso la gara. Ora basta! Dopo Monselice (giostra della rocca), Padova si macchia di un altra vittima, uccisa da persone senza scrupoli che osano pure “piangere” dopo il fattaccio. Centopercentoanimalisti dichiara GUERRA a questi bastardi assassini! Nei prossimi giorni faremo sentire la nostra voce e quella delle vittime! Nulla resterà impunito!

Padova una delle città più sensibili d’Italia nei confronti degli animali, è ora di farlo capire anche a questi bastardi assassini!  

cavallo

 

 

Articolo del Mattino di Padova 7 dicembre 2013

PONTE DI BRENTA. La chiazza di sangue sulla sabbia è scomparsa subito, sommersa dalla foga dei cavalli che hanno corso dopo di lui. Lo spettacolo, all’Ippodromo Breda di Ponte di Brenta, doveva continuare. Ma il suono sordo del colpo di pistola con cui è stato abbattuto Nirano Dts ha continuato a rimbombare per ore nella testa di chi ha visto e sentito. Quel cavallo, uno stallone di sei anni, rimasto vittima di un incidente, è stato ucciso in mezzo alla pista, di fronte a tutti, mentre si dibatteva per tentare di rimettersi in piedi, in preda a dolori atroci. Programmato per vincere, non si è fermato. La sua zampa si è incastrata nel sulky che lo precedeva. Un infortunio che gli è costato la vita.

L’incidente. Erano le 15, si stava disputando la seconda corsa della giornata, dedicata ai guidatori gentleman. L’autostarter in postazione, i dodici cavalli e i sulky disposti in due file. In seconda col numero 10 c’era lui, Nirano Dts, mantello marrone interrotto da una sola striscia bianca a dividere i grandi occhi neri. Le luci diventano verdi, l’auto parte, i cavalli iniziano a correre. Passano pochi secondi, all’altezza della curva prima delle tribune, i cavalli numero 4 e 5 si agganciano tra loro creando un rallentamento e un trambusto tra le fila. Dietro Nirano Dts non rallenta, non trova spazio per superare e si incastra con la zampa anteriore sinistra nella forcella del sulky del numero 4. È una questione di attimi il guidatore Pier Giovanni Michelotto sbalza fuori dal sulky, il cavallo cade a terra. Il primo non si fa nulla, al cavallo va peggio. Rimane a terra immobile, poi cerca di alzarsi, ma non ce la fa. La zampa è ferita e fratturata. In pista arrivano il veterinario, il proprietario del cavallo, l’allenatore. Lo tengono fermo, cercano di capire la situazione. La gente intanto si riversa a bordo pista.

Lo sparo in pista. Non c’è nulla da fare: il cavallo va abbattuto. Soffre troppo per poterlo trasportare in scuderia, va ucciso in pista, anche se sotto gli occhi del pubblico, rimasto attonito. Un rantolo e Nirano Dts muore. Spogliato della sua tenuta da corsa, numero, briglie e parastinchi, lo caricano nel rimorchio di un trattore e lo portano via. Gli altri cavalli intanto ricominciano a sgambare in attesa della prossime corse che riprendono come se niente fosse accaduto. E la stessa drammatica corsa numero due è stata ripetuta, in coda alla giornata. Senza Nirano Dts.

Il proprietario accusa. Parla con le lacrime agli occhi Paolo Spinello, della scuderia Pier & Roby di Padova: «Era un cavallo forte, buono. L’avevo tirato su io, l’ho rimesso in forma dopo un infortunio muscolare. La prima volta che ha corso di nuovo ha vinto» spiega il proprietario, che sottolinea anche le sue perplessità sulla corsa che l’ha lasciato senza uno dei sui cavalli: «Quando i cavalli 4 e 5 si sono agganciati la corsa doveva essere richiamata come da regolamento e l’autostarter doveva immediatamente spostarsi. Invece non si è spostata ed ha rallentato i cavalli. Il mio, che è particolarmente vispo, non trovando spazio, è andato addosso a quello davanti. E poi ci vorrebbe una selezione di guidatori gentleman, soprattutto quando hanno una certa età e non sono più in grado di correre». Non riesce a dire altro Paolo Spinello, che da più di 30 anni segue la sua passione per i cavalli e che nel 2001 era stato vittima di quel brutto incidente avvenuto all’ippodromo di Padova in cui l’autostarter finì in mezzo al pubblico. In testa porta ancora le cicatrici di quel giorno.

Le reazioni. «Non scommetto più oggi, mi ha rovinato la giornata questo fatto», dice la signora Adriana, frequentatrice dell’ippodromo, «non c’è niente di più brutto di veder soffrire così un animale». «I cavalli sono le corse. Se non ci fossero loro non ci sarebbe nulla. Vengono osannati quando fanno vincere i proprietari, gli allenatori, le scuderie e gli scommettitori, ma non sono così importanti da sospendere una giornata di gare quando muoiono».