24 aprile 2019 – Una notizia che ha dell’incredibile giunge dagli Stati Uniti: è fatto divieto di vendita di pellicce a New York. La svolta animalista – quella concreta – giunge dalla civilissima New York che ha intenzione di bandire la vendita di capi realizzati con vello di animale. A considerare l’imposizione di tale vendita sono i legislatori statali che, in una nota, fanno sapere: “la crudeltà non può essere confusa con lo sviluppo economico“.

Il plauso degli animalisti, però, si scontra con l’industria che vi gravita attorno alla pelliccia.Secondo una sommaria valutazione, infatti, tale divieto potrebbe comportare alla perdita di almeno 1.100 posti di lavori nel solo distretto di New York. Nel secolo scorso, si pensi, solo a New York si producevano l’80% dei fur coat Nel nord America, ad esempio, si conta l’11% degli allevamenti. Percentuale ben più contenuta se si pensa che in Europa il numero cresce sino a sfiorare il 64%.

Sì, proprio così. La pelliccia naturale è altamente inquinante. Il motivo sarebbe riconducibile ai trattamenti con solventi chimici che ne vieterebbero la decomposizione. Altro dato da sottolineare è l’escremento espulso dai visoni. Gli allevamenti esclusivi di visone per la pelliccia produrrebbero circa 62.000 di tonnellate di letame all’anno. Numeri che tradotti in fosforo significa 1000 tonnellate di elemento chimico che, se introdotto nelle falde acquifere, ne genera un avvelenamento dell’ecosistema.

Gucci,Versave, Armani, Stella McCartneyVivienne WestwoodBurberry Jean Paul Gaultier: sono molte le aziende di moda che hanno detto stop all’uso della pelliccia. L’auspicio è che molte aziende di moda possano prendere a cuore la causa animalista per preservare non solo la dignità degli animali negli allevamenti ma anche l’intero ecosistema terrestre.

Fonte: MAMe