Cona, 28 giugno 2019 –  E’ morto martedì, all’età di 62 anni, l’architetto Romano Manfrin. Una morte inaspettata, anche se preceduta da un malore, una decina di giorni fa, seguito da un controllo in ospedale, dal rientro a casa e da un nuovo malore che, stavolta, è stato fatale. Manfrin era un personaggio che non passava inosservato: fisico prestante e una folta capigliatura riccia che attirava l’attenzione, esercitava la sua attività di libero professionale prevalentemente a Cona.

Negli anni in cui era sindaco Luciano Lazzarotto, Manfrin aveva ricoperto anche un incarico come responsabile dell’ufficio tecnico comunale. Ma la sua notorietà era molto legata anche alla vita sociale. Faceva, infatti, parte della Pro Loco di Cona ma, soprattutto, era presidente di Federcaccia: della sezione di Cona, da oltre vent’anni questa parte, e dell’ambito territoriale n. 4 (Chioggia, Cavarzere e Cona) dal 2008, nonché membro del direttivo provinciale dell’associazione Pro Segugio.«Come presidente dell’ambito ricorda l’amico Alberto Toffanello era stato un innovatore. Aveva smesso la politica dell’importazione di lepri e fagiani dall’estero, preferendo il ripopolamento con esemplari inseriti, al momento giusto, nelle aree di riproduzione, e aveva lanciato il progetto starna per la re-immissione di questo volatile, una volta molto presente e poi quasi scomparso, in questo territorio».

Dal punto di vista umano, molti lo ricordano come una persona un po’ introversa, rispettoso ed educato ma con un carattere che non si lasciava sovrastare facilmente. Un paio d’anni fa aveva capitanato una protesta dei cacciatori locali che, a fronte delle iniziative di cattura delle lepri messe in atto dai migranti della base di Conetta, avevano chiesto l’intervento delle istituzioni per salvaguardare la loro selvaggina. Questa sera, alle 20.30 sarà recitato un rosario in suffragio nella chiesa parrocchiale di Cona, nella quale si svolgeranno anche i funerali, sabato alle 10. (d.deg)

Fonte: il Gazzettino