15 novembre 2018 – Era in Valle d’Aosta per una di quelle battute di caccia, che amava tanto fare. Luigi Rossi di Montelera, esponente di una nobile famiglia piemontese, la Martini&Rossi, è morto, colpito da infarto. Trasportato in elisoccorso all’ospedale di Aosta, è deceduto poco dopo il ricovero. Industriale, dirigente d’azienda, politico, aveva 72 anni. 45 anni fa, fu protagonista di un episodio che riempì le pagine di cronaca dei giornali: fu rapito da alcuni banditi legati ai Corleonesi e venne liberato dopo quattro mesi, nel marzo 1974.

A dare l’allarme è stata la guardia del corpo, da un vicino rifugio, ma il trasporto in ospedale con l’elisoccorso si è rivelato inutile: è morto poco dopo il ricovero in Rianimazione. Figlio del conte Napoleone Rossi di Montelera e della contessa Niccoletta Piccolini di Camugliano, Luigi Rossi di Montelera era uno degli ultimi esponenti della nobiltà torinese. Laureato in Giurisprudenza a Torino, nell’azienda di famiglia – famosa nel mondo per il Martini e per il vermouth, oltre che per le sponsorizzazioni sportive – è arrivato sino alla vicepresidenza e, dopo la cessione alla multinazionale Bacardi, alla presidenza della Bacardi-Martini. Ai vertici della Federvini e della Federazione nazionale degli industriali alimentari, è stato anche presidente di Confindustria Piemonte e nel consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Torino. Grande appassionato di politica, è stato deputato della Democrazia Cristiana dal 1976 al 1992 e, dal 1987 al 1989, sottosegretario del ministero di Turismo e spettacolo guidato dal ministro Franco Carraro.

Fonte: Il Corriere della Sera