Daniza: Procura Trento, nessun reato per la narcosi sull’orsa

(AGI) Trento, 23 dicembre 2014 – Per la Procura della Repubblica di Trento la somministrazione da parte del veterinario dell’anestetico sull’orsa Daniza (poi deceduta per complicanze) non rappresenta reato. A questa conclusione e’ giunto il procuratore Capo, Giuseppe Amato, che ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta penale, nata in seguito a piu’ esposti presentati da varie associazione animaliste.

Amato, sulla base delle analisi conclusive dei periti Fico e Farina che hanno curato l’autopsia al plantigrado, scrive: “Svolti tutti gli accertamenti del caso vuoi attraverso il contributo della polizia giudiziaria, vuoi attraverso il riscontro tecnico della consulenza disposta per accertare le cause della morte dell’orsa Daniza, durante le operazioni di cattura tramite narcosi, deve concludersi per la insussistenza di ipotesi di reato”.
Secondo il Capo della Procura “Il veterinario ha utilizzato per la narcosi una miscela di farmaci corretta (Zoletil e medetomidina), anzi in quantita’ inferiore a quello che sarebbe stato consentito in ragione del peso dell’animale. Pertanto la quantita’ di anestetico era nella norma”. I problemi a mamma orsa nacquero dopo la somministrazione. “E’ in questo momento topico -precisa Amato- che si e’ verificato un inappropriato approccio da parte del veterinario”.
Dopo 13 minuti dall’iniezione subita da Daniza cominciano infatti i problemi cardiorespiratori. “Il problema e’ insorto -scrive la Procura citando i periti- per la non adeguata capacita’ del veterinario di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi, evenienza possibile e ampiamente studiata nei protocolli, sostanziatasi nella “ipossiemia” indotta dalla medetomidina”.
In sostanza secondo il magistrato “e’ mancato un adeguato approccio per il contrasto della complicanza e ragionevolmente e’ stato questo ad avere determinato o non impedito la morte”.