(di Francesco Cerri) – MADRID – ‘Corrida Adiós’ anche nelle Baleari: l’arcipelago mediterraneo vieterà la Fiesta Nacional dall’anno prossimo e diventerà la terza regione spagnola ‘corrida-free’ dopo la Catalogna e le Canarie. I tre partiti che da giugno formano la nuova maggioranza di governo a Maiorca, i socialisti, Podemos e i nazionalisti di Mas, hanno avviato l’iter parlamentare che porterà nelle prossime settimane all’approvazione del divieto. Per la corrida non c’è scampo. I tre partiti hanno la maggioranza assoluta. L’iniziativa è partita da due associazioni animaliste, ‘Mallorca Sense Sang’ e ‘Cas Internacional’, che sono riuscite ad ottenere l’appoggio del ‘tripartito’ baleare. Podemos non ha avuto bisogno di essere convinto. Le nuove giunte comunali pilotate dal partito post-indignato che hanno preso il potere in giugno in diverse grandi città spagnole come Madrid, Saragozza o La Coruña hanno già deciso o annunciato il taglio dei fondi pubblici alla corrida e alle altre attività taurine. A Madrid il sindaco Manuela Carmena vuole anche chiudere la scuola dei toreri. Ha annunciato il taglio delle sovvenzioni e vuole sfrattarla da un terreno di proprietà del comune. Ma la scuola dovrebbe essere salvata dalla regione di Madrid, che presiede la Pp Cristina Vifuentes.
I nazionalisti, come in Catalogna, si sono pure schierati subito con la proposta abolizionista. Vedono la corrida, a Maiorca come a Barcellona, come il fumo negli occhi perché simbolo del ‘imperialismo’ spagnolo. Il Ps si è adeguato, dopo avere firmato un patto di governo regionale che prevede l’abolizione.

Con la corrida l’anno prossimo spariranno dalle Baleari anche le corse con i tori, i correbous’, fra cui quello secolare di Fornalutx, il più famoso dell’arcipelago. Tutte forma di “tortura” contro gli animali denunciano gli animalisti. E per di più tuona il deputato regionale nazionalista David Abril, “un simbolo della Spagna rancida”. Il veto delle Baleari prefigura lo scontro politico che molti prevedono sulla corrida l’anno prossimo in Spagna se il Partito Popular del premier Mariano Rajoy, che la difende come una valore tradizionale secolare e l’ha fatto proclamare ‘bene culturale nazionale’, perderà le politiche di dicembre. Se al potere arriverà a Madrid come è possibile una coalizione fra socialisti e Podemos per la ‘Fiesta Nacional’ spagnola, con le sue centinaia di migliaia di aficionados, i giorni rischiano di essere contati.

 

Fonte: ANSA