Preso a bastonate, lapidato e, dopo un’atroce agonia durata oltre un quarto d’ora, finito col cranio devastato da una pesante pietra. Una sequenza raccapricciante e crudele, minuziosamente documentata da una serie di fotografie scattate il 18 luglio da un escursionista di passaggio sulle alture che sovrastano Breno.
Immagini eloquenti e terribili, che hanno spinto la nostra testata a infrangere per una volta la ferrea regola di non dare risonanza sulle pagine del giornale alle denunce e alle segnalazioni recapitate in forma anonima. L’orribile «esecuzione» di un cane, avvenuta in Valcamonica, vicino al passo Crocedomini (almeno stando alle anonime indicazioni), non può però essere ignorata.
Bisogna fare chiarezza e soprattutto mettere gli autori di un atto di crudeltà punito dal codice penale di fronte alle loro responsabilità. Nulla infatti giustifica il trattamento riservato al cane. Anche se l’animale, un esemplare di taglia media, avesse messo a repentaglio la sicurezza delle persone con un atteggiamento aggressivo – che fra l’altro non sembra trasparire dalle fotografie -, la barbara violenza con cui tre individui infieriscono sull’animale sembra sproporzionata alla potenziale minaccia, considerata anche la presenza di un cane da pastore.
I fotogrammi dell’orrore stridono con lo scenario bucolico. Le immagini immortalano un’area verde con le mucche al pascolo. Il cane con il pelo di color nero e marrone, forse un meticcio, viene avvicinato da una persona, forse un mandriano, che a sangue freddo comincia a prendere a bastonate l’animale.
POI – COME EMERGE in modo inequivocabile dalle altre decine di fotografie inviate al nostro giornale – arrivano altre due persone che si uniscono alla mattanza, cominciando a colpire l’animale ormai steso a terra inerme. Non solo bastonate: il cane viene anche colpito con dei sassi.
Uno dei tre individui si accanisce prendendo a calci la testa dell’animale. Questo raccontano oggettivamente le immagini, che sono ovviamente a disposizione dell’autorità giudiziaria.
«A questo punto – aggiunge la testimonianza dell’autore degli scatti fotografici, che al contrario delle immagini non può trovare al momento dei riscontri oggettivi -, incurante dei suoi strazianti latrati di dolore il cane è stato abbandonato sul terreno agonizzante». 
Pochi minuti più tardi – e qui tornano in aiuto le fotografie – una delle persone si avvicina all’animale impugnando una grossa pietra, che scaglia sul cranio del cane. Il colpo di grazia. Ammazzato l’animale, l’uomo che ha iniziato e finito l’opera, si stende esausto, si direbbe dall’espressione quasi compiaciuto, accanto alla carcassa martoriata dell’animale. Tutta la scena è avvenuta davanti allo sguardo di un ragazzino, che si vede nitidamente sullo sfondo delle fotografie recapitateci. R.PR

 

Fonte: Bresciaoggi