Con una celerità del tutto anomala per la “giustizia” italiana, encomiabile se fosse esercitata anche in casi più gravi, il Tribunale di Belluno ha respinto il ricorso in appello presentato da Paolo Mocavero avverso la sentenza emessa dal Giudice di Pace di Belluno, che ha condannato Mocavero e un’altra persona per presunte offese contro l’ex europarlamentare pluritrombato, miracolato da Zaia, Sergio Berlato e la presidente della Confavi (cacciatori veneti), Caretta.

Nel 2013 i militanti di CENTOPERCENTOANIMALISTI avevano tenuto un presidio (uno dei tanti) davanti alla Fiera della Caccia di Longarone (BL), esprimendo la loro opinione sulla caccia e su chi la pratica. Questo non è stato gradito al Berlato, che ha sporto querela, come è sua abitudine inveterata: la sua cultura “democratica” lo spinge ad azioni legali contro chi lo critica. Questa volta gli è andata bene, a differenza di molte altre. Ma, nonostante il suo trionfalismo, la condanna si limita al pagamento di una modesta cifra, quale risarcimento.

Trattandosi comunque di una questione di principio, i legali degli Animalisti presenteranno ricorso alla Cassazione, questa volta a Roma, dato che la Corte di Belluno si è dimostrata più di una volta assai di parte nel giudicare.

Chiediamo poi all’Ufficio Stampa della Confavi se non sia passibile di querela anche il definire “esagitati” dei cittadini che dimostrano con tanto di autorizzazione, come garantisce la Costituzione.

Stiano comunque sicuri Berlato, Caretta e tutti i cacciatori che queste meschine azioni non fermeranno certo la lotta degli Animalisti, e si preparino a sentirli ancora nelle prossime occasioni. Magari possono prepararsi già il testo della prossima denuncia e mettersi in coda come sempre.