Ovviamente, le dichiarazioni di Paolo Mocavero nelle recenti trasmissioni de La Zanzara non potevano restare senza risposta da parte di chi si sente chiamato in causa: i cacciatori. Il fatto è che non siamo più abituati a chi dice quello che pensa senza ipocrisie, a chi fa dichiarazioni senza peli sulla lingua.

Paolo ha espresso il suo pensiero sulla morte dei cacciatori. Non è la prima volta, e non è certo l’unico a pensarla così. Tanto è bastato per provocare reazioni isteriche negli ambienti venatori: il sito dei cacciatori Big Hunter riporta anatemi e minacce di Massimo Buconi, presidente di Federcaccia. Non staremo a riportare e commentare gli sproloqui di Buconi, il quale nella sua “indignazione” dimentica che i sentimenti non uccidono, le doppiette sì. Solo, quando promette “strategie legali”, gli ricordiamo che i suoi legali hanno già perso più di una battaglia contro di noi, soprattutto quella clamorosa a Rovigo.

Ma ARCI Caccia va anche oltre, sul sito Dagospia si permette di voler insegnare agli Animalisti come fare gli animalisti. E anche loro (sarebbero i cacciatori “democratici”) minacciano denunce, per tutelare quelle “persone per bene” che ammazzano, inquinano, devastano, invadono.

A prescindere dal fatto che delle azioni legali ce ne infischiamo, e lo abbiamo dimostrato più volte, augurare morte o danni a una categoria non è reato, al di là dei moralismi e delle superstizioni. Noi continueremo a pensarla così, e siamo convinti che la maggioranza dei cittadini detesta quanto noi caccia e cacciatori.