1 luglio 2019 –  Era un elefante ma anche un simbolo della Namibia, “iconico” come spesso si diceva nel Paese africano. Si chiamava Voortreekker, e veniva ammirato da migliaia di turisti ogni anno. Ma è stato ucciso la scorsa settimana da un cacciatore di trofei, scatenando polemiche e contestazioni anche politiche. Voortrekker (che in lingua afrikaaner significa “pioniere”) è stato ucciso infatti con il benestare del governo, che lo aveva definito un «animale problematico», apparentemente per aver provocato danni e disagi nei villaggi che aveva attraversato.

La notizia arriva dai media sudafricani. Le comunità Otjimboyo, Sorris Sorris and Tsiseb, contrarie alla caccia, hanno contestato il ministero dell’Ambiente negando che Voortrekker fosse pericoloso, e sostenendo che al contrario questo tipo di elefanti sono da considerare risorse. Ma le autorità hanno risposto che gli elefanti avevano provocato danni alla popolazione dell’area di Omatjete.

La docile natura di Voortrekker, e il fatto che ormai non aveva più timore degli umani e non si faceva scrupoli ad avvicinarli, lo aveva fatto diventare l’elefante più fotografato della Namibia. Faceva parte di una specie di pachidermi che si sono adattati alle zone desertiche del nord del Paese. E nonostante ci siano stati alcuni problemi tra gli elefanti e gli agricoltori, che temevano danni nei campi al loro passaggio, via via questi esemplari sono diventati un’attrazione turistica. Oggi ne sono rimasti solo 26, e l’animale ucciso dal cacciatore di trofei era uno dei due unici elefanti da riproduzione rimasti.

Fonte: Il Messaggero