VICENZA. Quando il caso scoppiò, all’interno del centrodestra berico, il botto fu assordante. E adesso, a distanza di sei anni da quell’episodio, l’ex europarlamentare Sergio Berlato e il volto dell’Associazione cacciatori veneti, Maria Cristina Caretta, finiranno a processo. Per citazione diretta da parte della procura di Roma. Riavvolgendo il nastro di sei anni, tutto nasce alla fine del 2011 quando il pubblico ministero vicentino Paolo Pecori (oggi in pensione) decide di aprire un’inchiesta ipotizzando una sfilza di finti tesseramenti nel Pdl in vista del congresso provinciale che si sarebbe celebrato a inizio 2012. A loro insaputa, tra i 16 mila tesserati al Popolo della libertà, si trovarono persino delle persone decedute due anni prima, come l’ex assessore bassanese Ampelio Pezzato, mancato a fine 2010. Altri invece, come Adelina Putin, scoprirono di essere passati, d’emblée, dalla Lega al Pdl. Qualcuno a quel punto prese carta e penna e compilò un esposto inviato alla procura berica. Sul registro degli indagati finirono l’allora europarlamentare Berlato e, appunto la Caretta, accusata di avere pescato in nuovi tessarati pidiellini a piene mani tra gli elenchi dei cacciatori associati all’Acv. 

Fonte: Matteo Bernardini – il Giornale di Vicenza