Fukushima, pesce radioattivo: triplicano radiazioni nel tonno
Avete ragione ad essere preoccupati degli effetti delle radiazioni dovuti al disastro nucleare di Fukushima del 2011 (e oltre). La centrale elettrica si è guastata dopo il terremoto e ha inviato onde radioattive all’oceano in quantità di cui non si è ancora del tutto compresa l’entità. Lo riporta Tzetze, riprendendo un articolo di Naturalsociety.com:

“Il disastro di Fukushima ha trasportato rifiuti radioattivi in ​​mare. Recentemente, uno studio condotto dai ricercatori della Oregon State University sostiene che la perdita di rifiuti radioattivi nell’oceano ha profondamente intaccato la vita delle specie marine, in particolar modo del tonno alalunga o bianco (albacore).”

Inoltre la ricerca, guidata da Delvan Neville del Dipartimento di Ingegneria Nucleare e Radioterapia Fisica Sanitaria dell’Università, ha rivelato “che ci sono notevoli conseguenze causate dall’incidente di Fukushima sul tonno pescato al largo della costa dell’Oregon.” Neville ha dichiarato in merito: “Non si può dire che non ci siano rischi, perché le radiazioni portano sempre qualche piccolo rischio” Tuttavia, è importante sottolineare che “la quantità di radioattività nel tonno non rappresenta un rischio per i consumatori“.

Come è stata svolta la ricerca: “Neville e il suo team di ricercatori hanno esaminato il tonno pescato al largo della costa dell’Oregon tra il 2008 e il 2012. In altre parole, hanno confrontato il tonno pescato prima che si verificasse l’incidente a Fukushima con quello pescato nell’anno successivo. Gli isotopi radioattivi nei pesci sono triplicati, anche se questo non rappresenta un rischio imminente per la salute dei consumatori.” Non tutti comunque sono d’accordo, scrive Naturalsociety: “i ricercatori del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e del GEOMAR Research Center for Marine Geosciences dicono che il peggio deve ancora venire e l’acqua che contiene le più alte percentuali di radioattività non ha ancora raggiunto le nostre coste.”

E ancora: “Alcuni stimano che l’acqua potrebbe essere 10 volte più forte quando raggiunge le coste americane rispetto a quando ha lasciato il Giappone. Altri dicono che si sta diffondendo. Una cosa certa è che la contaminazione radioattiva si sta ancora spostando attraverso le correnti oceaniche, il cui effetto a lungo termine deve ancora essere valutato.“

 

Fonte: La Fucina Social News