Sabato 8 giugno un non meglio  conosciuto “Consiglio Internazionale per la Caccia e la Difesa della Fauna”  terrà un convegno ad Asolo (Treviso) sul tema della comunicazione.

Al di là del nome pomposo, anche un bambino capisce che la caccia è in netta contraddizione con la difesa della fauna. Si difende qualcuno uccidendolo? Ma qui si evidenzia l’ipocrisia dei cacciatori, che hanno la faccia tosta di proclamarsi difensori e amici della natura. Amici che uccidono, distruggono e inquinano.

 I cacciatori, sempre più invisi alla  stragrande maggioranza della popolazione, si pongono il problema di come  utilizzare i mezzi di comunicazione per recuperare  immagine. Ma non c’è speranza: possono raccontare tutte le panzane che vogliono, i cacciatori rimangono quello che sono, dei maniaci sadici e vigliacchi che ammazzano per divertimento. E la gente lo ha capito.

Quindi che di riuniscano pure  per  cercate un modo di abbellire le porcherie che fanno. Anche con l’apporto di “colleghi” (meglio: complici) di oltr’alpe. L’82% degli italiani è contrario alla caccia, e  la vorrebbe proibita.  Quando questo avverrà, avremo fatto un grande passo in avanti sulla via della civiltà.

Chi supporta questi signori è complice! Nella notte tra il 5 e 6 maggio, militanti di Centopercentoanimalisti hanno affisso sui cancelli della ditta “Dal Bello” a Fonte (Treviso) manifesti  con l’icona dei cacciatori Pietro Pacciani, di liberazione animale e  uno striscione di condanna contro la ditta produttrice di vini omonima, sponsor ufficiale del vergognoso evento di Asolo.

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