Siena, 14 gennaio 2014 – C’è anche un fantino del Palio di Siena, protagonista anche di altri Palii in giro per l’Italia, tra le persone arrestate dai carabinieri su richiesta del gip di Siena. In tutto quattordici le ordinanze di custodia cautelare. L’inchiesta è nata un anno fa a Siena dopo alcune minacce subite da tre persone per della droga non pagata. Il fantino coinvolto e adesso agli arresti domiciliari è Virginio Zedde, 37 anni detto Lo Zedde

L’ipotesi di accusa per tutti gli arrestati è quella non solo di aver allestito un traffico di cocaina tra la Campaniae la Toscana ma anche di estorsione a alcuni piccoli imprenditori che non avevano i soldi per pagare la droga stessa. Delle quattordici ordinanze di custodia cautelare, nove sono in carcere e cinque ai domiciliari. Le indagini, durate circa un anno, hanno permesso di individuare il canale di approvvigionamento della cocaina che veniva distribuita attraverso una rete di spacciatori.

Virginio Zedde, che ha esordito in piazza del Campo il 16 agosto 2005 per i colori della contrada della Chiocciola, ha corso l’ultimo Palio a Siena il 2 luglio 2010 nel Bruco. I carabinieri hanno tuttavia precisato che l’operazione “White Iron” non riguarda nello specifico il mondo del Palio di Siena.

Quella degli Zedde è una famiglia molto conosciuta nell’ambito del Palio di Siena. Il padre Antonio, detto Valente e il fratello Giuseppe, il noto Gingillo, hanno infatti entrambi vinto il Palio di Siena.

L’INCHIESTA – Le accuse per i quattordici sono di estorsione aggravata continuata in concorso e traffico di sostanze stupefacenti, nove di loro sono attualmente nelle carceri di Siena, Firenze, Arezzo e Napoli mentre quattro sono agli arresti domiciliari. Sono inoltre 20 gli indagati in Toscana specie nelle province di Siena e Grosseto per detenzione e spaccio. Le indagini, partite un anno fa dalla denuncia di tre consumatori di droga vittime di minacce ed estorsione, hanno permesso di stroncare un traffico di 200-300 grammi di cocaina che settimanalmente viaggiavano da Napoli a Siena per poi essere smistati in tutta la Toscana. La droga era venduta al dettaglio a 60-80 euro al grammo per un volume d’affari di 30-40 mila euro al mese. Alla base dello spaccio due fratelli residenti nel capoluogo campano che trovavano a Siena un basista proprietario di un’azienda di lavorazione del ferro che nel tempo era diventato un paravento per camuffare lo spaccio. Tra le 14 persone interessate da custodia cautelare 13 uomini e una donna di eta’ compresa tra i 21 e i 67 anni, piccoli imprenditori, dipendenti di aziende e anche un fantino del Palio di Siena e di altre manifestazioni ippiche.

 

Fonte: La Nazione