«Ecco perché ho salvato la nutria» Cavallino. Parla la donna che ha adottato gli animali in casa: sono mansueti e convivono con i gatti

di Francesco Macaluso

 CAVALLINO. «In quattro anni ho addomesticato una decina di nutrie di tutte le età ed è stata un’esperienza fantastica”.

 Vuole mantenere l’anonimato la signora di Cavallino-Treporti che ha curato la femmina di nutria affidandola per un esame Tac al veterinario sandonatese Alessandro Lazzarato. Il caso vuole che risieda proprio nel primo comune in Italia a vedersi approvato un piano di abbattimento delle nutrie dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. L’animalista del litorale, che prima di approcciarsi con le nutrie si è molto documentata su questa specie, ha deciso comunque di raccontare la sua particolare esperienza alla Nuova di Venezia e Mestre a contatto con questi animali erbivori che nel caso di esemplari maschi possono raggiungere anche gli otto chili di peso, descritti come creature assolutamente docili, amate da sempre più persone per la loro socievolezza e comunicatività nei confronti degli esseri umani.

«Questa femmina selvatica l’ho avvicinata in ambiente lagunare«, racconta, «e si è adattata in poco tempo a vivere con me in casa fino all’incidente stradale che l’ha vista coinvolta». «Mi è capitato anche di addomesticare adulti selvatici di nutria«, aggiunge la donna «e posso assicurare che sono molto mansueti e vanno d’accordo con gatti ed altri animali domestici».

«A casa mia», prosegue la donna che vuole mantenere l’anominato, «ne ho anche allattati di piccoli ma consiglio di adottarli solamente dopo le quattro settimane quando sono stati già svezzati. Quando decido di tenere una nutria la vaccino e la sterilizzo grazie all’aiuto ed alla competenza di animalisti competenti come l’associazione Peluches sui quali posso contare sempre ed alcuni ambulatori privati di veterinari che mi supportano a livello medico».

La signora è proprio un’amante di tutte le specie viventi tanto che oltre le nutrie alleva anche conigli.

«Posso dire che la nutria è molto più comunicativa ed affettuosa del coniglio», racconta la donna, «perché ospito entrambi nella mia casa. Collaborando con le associazioni animaliste ricevo sempre più richieste di informazioni sulle nutrie, soprattutto dopo le campagne di chi ne ha autorizzato l’abbattimento che sono state fatte di recente da chi vorrebbe giustificarne la decimazione».

«Il problema nutrie” conferma l’ambientalista Fabio Berton che collabora con le più importanti associazioni animaliste «non è stato gestito dalla politica in modo serio e corretto, tanto che ha inseguito procurati allarmi su malattie inesistenti legate a questa specie. Prima che la proliferazione degenerasse la politica doveva intervenire con un piano di tutela che prevedesse la sterilizzazione degli esemplari come avviene per i gatti, prima di arrivare alla carneficina di questi animali. Non esiste ad oggi a Cavallino-Treporti né un censimento delle nutrie e neppure una stima dei danni prodotti alle colture che possa giustificare il piano di abbattimento».

Fonte: La Nuova Venezia