Era la prima volta che andava a caccia. Ferito per sbaglio da uno dei due amici che avrebbero dovuto iniziarlo alla loro stessa passione, è morto dopo quasi due ore di attesa e indecisioni da parte di chi avrebbe potuto salvarlo.

I fatti la notte tra sabato e domenica, intorno all’1,45. In tre, amici e incensurati, si erano dati appuntamento per andare insieme a caccia al parco di Veio, tra la Flaminia e la Cassia. Sarebbero rimasti qualche ora, tanto per insegnare al più giovane e inesperto i trucchi dell’attività, teoricamente vietata a quell’ora e in un parco regionale. Ed invece, neanche un’ora dopo l’arrivo, si è consumata la tragedia. Imbracciati i rispettivi fucili, R.D. 55 anni, impiegato agli Aeroporti di Roma, e B.D., 40 , giardiniere, entrambi cacciatori esperti, si stavano già preparando a spartirsi le prede quando il più grande, spaventatosi per un rumore improvviso dietro un cespuglio, ha premuto il grilletto credendo di centrare un animale. Solo e appartato tra gli alberi, nel buio più completo, si è reso conto di aver esploso due pallettoni nel petto di Andrea Pulerà, 38 anni di Acilia, dipendente in un’agenzia di servizi, solo dopo aver sentito le sue urla strazianti.

D’accordo con l’altro amico, però, non hanno chiamato immediatamente i soccorsi né trasportato il 38enne in una pozza di sangue al vicino ospedale Sant’Andrea. Mentre la vittima, agonizzante, riusciva a malapena a lamentarsi, i due cacciatori si arrovellavano per non perdere le rispettive licenze. Decisi, finalmente, a portare a casa il fucile del 40enne, estraneo all’incidente, hanno caricato il giovane nella jeep del 55enne, imbarcandosi in un viaggio in macchina di ben cinquantasei chilometri fino a Ostia Antica, dove vive il giardiniere. Messo in sicurezza il fucile, si sono quindi diretti al pronto soccorso del Grassi dove Andrea Pulerà, celibe e senza figli, è stato refertato d’urgenza alle tre del mattino. Un’ora e un quarto dopo esser stato ferito con due pallettoni nel petto. Drammatiche le condizioni in cui è arrivato al pronto soccorso. Ormai esanime, è deceduto poco dopo mentre i medici tentavano, invano, di salvargli la vita.

Quando i carabinieri di Ostia sono arrivati in ospedale, chiamati dai medici per un incidente di caccia, hanno interrogato separatamente i due amici. Dalle versioni contraddittorie, uno ha dichiarato che i fatti erano accaduti a Fiumicino, l’altro che si trovavano sulla Cassia, gli investigatori hanno deciso di scavare nella vicenda, soprattutto per motivare il ritardo nei soccorsi. Crollati entrambi, hanno poi confessato di temere la perdita delle proprie licenze di caccia e di essersi voluti per questo liberare del fucile dell’amico quarantenne, che non aveva alcuna responsabilità, prima di portarlo in ospedale. I due cacciatori sono stati arrestati per omissione di soccorso e rinchiusi a Regina Coeli.

Il 55enne che ha sparato dovrà rispondere anche di omicidio colposo. Sono stati inoltre denunciati per l’esercizio dell’attività di caccia vietata nel parco regionale. Effettuato ieri mattina il sopralluogo nel parco di Veio, è attesa nelle prossime ore l’autopsia sulla salma di Pulerà.

Silvia Mancinelli

 

Fonte: il tempo