giovedì 1 agosto 2013

Cene, musici, bandiere e sfottò Feltre pronta alla festa del Palio già domani attese migliaia di persone
Pronto anche il blitz di 100 percento animalisti
FELTRE – Ultime ore di attesa per i quattro Quartieri del Palio, mentre le strade si colorano di stemmi e gonfaloni. Ieri sera, la serata dei quartieri: il Castello, vincitore dell’ultima edizione, ha organizzato una festa rionale a Villabruna, con giochi e spettacoli di bandiere. Cene e sfilate di musici e sbandieratori per i quartieri Port’Oria (con base a Tortesen) e Santo Stefano (a Farra), mentre il Duomo ha puntato su spettacoli itineranti nelle frazioni di Tomo, Villaga e Mugnai. L’atmosfera conviviale, pur condita da cori e qualche sfottò nei confronti degli altri quartieri, è uno degli ingredienti del Palio, e così c’è grande trepidazione per la cena di venerdì sera, con la vigilia passata rispettivamente in Campogiorgio (Port’Oria), piazza Vittorino da Feltre (Duomo), Largo Castaldi (Castello) e piazza Trento e Trieste (Santo Stefano). Poi, tra sabato e domenica, le quattro sfide: tiro con l’arco, staffetta, tiro alla fune e corsa dei cavalli.
Una tradizione iniziata nel 1980, ma che affonda le radici nella storia: dal 1404 all’occupazione napoleonica, il Palio ha ricordato ogni anno la consegna della città alla Serenissima. Il giuramento di fedeltà viene riletto ancora ai giorni nostri, durante la rievocazione storica. Per le strade del centro sfilano ogni anno i cortei in costume quattrocentesco, la sera delle cene si beve il rosolio e la cittadella si anima di taverne e mercatini medievali. I Quartieri lavorano tutto l’anno, racimolano fondi, muovono volontari, macinano chilometri per rappresentare il Palio in altre città. E poi ci sono gli Sbandieratori Città di Feltre, uomini super partes del Palio, che animano i momenti in comune. La pressione della competizione c’è, comunque: la città si divide veramente in quattro fazioni, la gente indossa il foulard del Quartiere e tra le righe c’è sempre chi parla di complotti, di mossieri della corsa dei cavalli prezzolati. Bisogna vincere, e spesso e volentieri si invitano atleti olimpici per la staffetta, o purosangue velocissimi per vincere l’ultima sfida. È il Palio, con le sue regole e il suo tifo organizzato.
Nel frattempo, mentre si consuma l’attesa, già montano le polemiche da parte degli attivisti di «100% animalisti»: «Quest’anno – spiega un portavoce – manifesteremo fino alle 21 contro la corsa dei cavalli, e non potranno fare come gli altri anni, quando aspettavano che ce ne andassimo per dare il via alla gara». I manifestanti, ottenuta l’autorizzazione, si riuniranno alle 17 in piazzale Parmeggiani, a due passi dalla pista, con volantini, striscioni e megafoni. «Ma noi non siamo contro il Palio in sé, – spiega un portavoce – le gare degli atleti sono belle e la manifestazione è molto coreografica. Soltanto, chiediamo che non ci sia più la gara dei cavalli. In Italia chiudono gli ippodromi e ma si tiene la corsa ippica al Palio, che senso ha?». Le proteste sono scaturite dalla morte di due cavalli nel 2007: gravemente feriti nella bagarre della competizione, erano stati soppressi sul circuito dai veterinari.
Da allora, gli animalisti organizzano ogni anno sit-in e azioni di protesta contro la gara ippica.
Andrea Zucco
Fonte:  CORRIERE DEL VENETO