Facebook non rivela i dati di chi brinda quando un cacciatore crepa, quindi ennesima archiviazione da parte della procura di Belluno. Il giornale più invenduto (parliamo di copie, sul resto non garantiamo) del Nord Est, ancora una volta non perde occasione di infangare il Movimento Centopercentoanimalisti e il nostro leader. Il giornale miracolato, non di sicuro per il successo che riscuote in edicola, insiste con la crociata in favore del cacciatore morto a Lamon.

Queste le dichiarazioni di Paolo Mocavero, leader di Centopercentoanimalisti. “Sinceramente mi sarei anche stancato di ribadire che la pagina Centopercentoanimalisti Facebook non la gestisco io, sono solo il responsabile del sito. Dicono che sarò processato? Per cosa? Per una vignetta che riporta un fantasmino (mitico) e una bottiglia di spumante? A Belluno stanno spendendo denaro pubblico e tempo, per “scovare” chi brinda (e fa bene) alla morte di un cacciatore, rendiamoci conto. Lo ripeterò fino all’esasperazione, quando crepa un cacciatore io brindo e festeggio a tutte le ore, nessuna lettera di scuse, nessun passo indietro, assumendomi la responsabilità come ho sempre fatto. Ci sarà un processo contro di me? Ci sarà una (improbabile) condanna per un vignetta che tra l’altro è generica e non personale? Andrò in appello, poi in cassazione, oltre a farmi due risate. In Italia tutto può accadere, per carità, tuttavia, se un giorno ci sarà un processo, non mancherò di portare una bottiglia di prosecco in tribunale.”