Premessa di Centopercentoanimalisti. Sembra che gli animalisti in questione (alcuni del fronte animalista) abbiano imbrattato l’abitazione  di un comune cittadino, scambiandola con quella di un cacciatore. Nel caso la notizia fosse confermata, anche se non ci sono molti  dubbi dato che sono intervenuti i Carabinieri sul posto, Centopercentoanimalisti si riserva di esprimere solidarietà. Un errore di questi livelli non può comunque essere accettato. 

14 – 03 – 2015 – Denunciati cinque attivisti animalisti per azioni illegali anticacciatori – Rintracciate in pineta dai Carabinieri cinque persone accusate di danneggiamento, imbrattamento e violazione di domicilio

I Carabinieri della compagnia di Cervia, nella mattinata di oggi, sabato 14 marzo, hanno individuato nella pineta di Classe una Mercedes che alcuni testimoni avevano visto nei pressi di alcuni luoghi che erano stati bersaglio ore prima di atti vandalici. Si tratta dell’abitazione ravennate del presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia Ravenna 2, colpita nella notte con palloncini di vernice rossa e imbrattata con scritte offensive; dell’abitazione di un cittadino del tutto estraneo alla vicenda, a San Bartolo di Ravenna, omonimo di un esponente della Provincia con delega alla caccia e all’ambiente, anche questa imbrattata con vernice; della “Casa di caccia” gestita dall’Atc Ra2, a Savio, di cui sono stati danneggiate le vetrate e la recinzione esterna.

A bordo dell’auto i militari hanno sorpreso cinque membri del movimento animalista che protesta contro l’abbattimento dei daini, deliberato dalla Provincia di Ravenna, ancora in corso fino al 15 marzo. Due uomini – M.C., classe ‘66, di Nago Torbole (Tn) e M.L., classe ’90 di Cles (Tn) – e tre donne – L.M. classe ’71 di Santa Giustina in Colle (Pd), C.C. classe ‘67, di Fano (Pu) e C.E. classe ’71, di Trescore Balneario (Bg) – sono stati perquisiti e trovati in possesso delle vernici e dei palloncini usati per gli atti vandalici, di un martello e di una lista degli obiettivi colpiti. Dopo essere stati accompagnati in caserma sono stati tutti deferiti all’autorità giudiziaria.

Fonte: Ravenna e dintorni