da una prigione all’altra…

Imola, 10 giugno 2021 – Da un lato l’amarezza, assaporata ormai alcuni mesi fa, di perdere un pezzetto della città tanto caro ai bambini; dall’altro il sospiro di sollievo per essere riusciti a dare un futuro a Nemo, Dory e ai loro amici. Trovata una nuova casa per gli animali dello Zoo Acquario, che a febbraio il Comune ha deciso di chiudere dopo 36 anni di attività a causa delle difficoltà economiche legate alla gestione.
Trentotto specie esotiche (tra cui sono presenti prevalentemente pesci d’acqua dolce) nove specie d’acqua salata, tredici rettili e un invertebrato verranno infatti trasferiti, entro il 30 giugno, in tre strutture che ne garantiranno il benessere e un’adeguata custodia: il museo zoologico Vita nelle acque – Acquae Mundi di Russi, il parco faunistico e zoologico Safari Ravenna e l’acquario di Cattolica.

La prima realtà, in provincia di Ravenna, è impegnata nella salvaguardia di specie animali in via di estinzione, consulenza e supporto ad organi alle autorità di controllo in ambito zoologico e didattica naturalistica. La seconda struttura, in località Savio, sempre in provincia Ravenna, è invece stata ideata, tra le altre cose, proprio per potenziare il ruolo nella conservazione della biodiversità, proteggere la fauna selvatica e tutelare il benessere di differenti specie animali, impegnato in progetti di ricerca scientifica e programmi di educazione. Fin troppo noto, infine, l’Acquario di Cattolica, in provincia di Rimini, uno dei più grandi e noti parchi tematici del mare attivi in Italia.


“Sono stati interpellate diverse strutture pubbliche e private in Emilia-Romagna e in altre regioni, sia direttamente che attraverso l’Unione italiana giardini zoologici e acquari con la necessaria attenzione a individuare strutture che fossero aperte al pubblico, che risultassero referenziate, conosciute dalle autorità competenti e in possesso delle necessarie licenze e autorizzazioni alla detenzione di animali vivi – ricorda l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili, Giacomo Gambi, ripercorrendo quanto fatto dal Comune in questi mesi –. Considerata la delicatezza delle specie da trasferire e avendo l’obiettivo di garantirne in primis il benessere, si è privilegiata inoltre l’individuazione di destinazioni abbastanza vicine a Imola”.

Fonte: Il Resto del Carlino

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