Piccola premessa all’articolo che segue del Mattino di Padova: NOI di Centopercentoanimalisti l’abbiamo sempre detto che se i circensi hanno soldi per fare ricorso al T.A.R.  vincono puntualmente! Vietare il circo con Animali in Italia è anticostituzionale, lo abbiamo sempre detto e ridetto (purtroppo). Un’altra dimostrazione che per sconfiggere questi sfruttatori di Animali ci vuole solo una lotta determinata. A Padova comunque ci siamo noi, e Togni lo aspettiamo. La “copertina” sopra riporta il messaggio di Paolo del 22 settembre postato sulla pagina ufficiale del nostro Movimento, a conferma di quanto siano avanti i Centopercentoanimalisti. Ora il circo Togni avrà uno spazio invidiabile per attendarsi e dovrà pure essere risarcito dal comune di Padova. 

 

paolo mocavero

 

ARTICOLO DEL MATTINO DI PADOVA DEL 11 OTTOBRE 2016 

Amministrazione che aveva autorizzato l’occupazione del suolo in corso Australia, ma a condizione che non venissero utilizzati animali esotici durante gli spettacoli, come recita il provvedimento approvato a marzo dalla giunta, voluto soprattutto dagli assessoriMaurizio Saia Matteo Cavatton. «Non esiste una norma legislativa che attribuisca al Comune il potere di fissare in via preventiva e generalizzata il divieto assoluto di uso degli animali in spettacoli» si legge sulla sentenza firmata dal presidente della Terza Sezione, Oria Settesoldi «ed anzi, un simile intervento si pone in palese contrasto con la legge (n. 337 del 1968, ndr) che tutela il circo nella sua dimensione tradizionale, implicante anche l’impiego degli stessi, di funzione sociale».

Sentenza che poi continua parlando di «palese illegittimità dell’ordinanza sindacale», e che evidenzia come le amministrazioni comunali non abbiano alcun potere in merito, ordinando l’annullamento dei regolamenti vigenti: «Non sussistendo alcuna norma di rango primario che conferisca ai Comuni il potere di proibire l’utilizzo di animali esotici negli spettacoli circensi, ne deriva l’illegittima dei provvedimenti impugnati che, pertanto, devono essere annullati». Le nuove norme decise dalla giunta Bitonci, e che sono state contestate da Ennio Togni, vietavano gli attendamenti nel territorio comunale padovano dei circhi che avevano al seguito primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni.

Stesso divieto di attendamento era previsto anche chi avesse coccodrilli, alligatori, iguane o altri sauri di grandi dimensioni. Per quanto riguarda invece bisonti, bufali e altri bovidi e struzzi, erano previste dimensioni specifiche per le strutture interne ed esterne. «E’ in linea con le convenzioni Unesco sul diritto per gli animali e con quelle dettate dalla commissione del ministero dell’Ambiente» aveva detto, il giorno della presentazione del ricorso, l’assessore all’avvocatura civica, Matteo Cavatton. Non è bastato.