Questa è la storia (ancora senza un finale) del Gatto Dino.

Metà ottobre 2019. Un tale contatta una volontaria di Enpa Bassano e chiede di poter adottare un Gatto nero (non micio) cieco. La Gattara sente odore di bruciato per i modi delle richieste del soggetto e risponde che non è intenzionata a darglielo.

Inizio  Novembre 2019. La stessa persona chiama un’altra Gattara di Bassano, chiede se ha un Gatto nero, la Gattara manda una foto dei mici da adottare e lui sceglie Dino.

Giovedì 7 novembre. Il tipo va a prendere Dino, non ha il trasportino, la Gattara si dimentica di far firmare l’adozione, ma chiede al soggetto di mandare una foto del micione appena arriva nella nuova dimora. L’adottante arriva a casa e scatta una foto di Dino nell’androne del condomio, quindi non in casa e la spedisce alla Gattara.

Mattina di venerdì 8 novembre. La Gattara gli manda un messaggio  avvisandolo che in serata andrà a fargli firmare il modulo, il soggetto risponde che la sera prima ha avuto un problema con la bambina di un’amica, sostiene che Dino l’ha graffiata e che lo porterà dal veterinario per un controllo. La Gattara chiede da che veterinario lo porterà, ma il soggetto non risponde. La Gattara insiste con i messaggi invano. Alle 19 circa però,  l’adottante le scrive sostenenedo che il Gatto è scappato mentre lo portava dal veterinario e declina ogni responsabilità. Incredible! Da quel messaggio il soggetto non risponde più alle richieste della Gattara che si era offerta per rintracciare Dino, anzi, blocca il suo numero e tutti gli altri che lo hanno contattato. 

Martedì 12 novembre. Le Gattare decidono di andare a casa sua. Attenzione! Il soggetto non aveva dato l’indirizzo di casa sua, anzi, aveva dichiarato di abitare in tutt’altra zona, a Marostica. Tramite vie traverse le Gattare risalgono al suo vero indirizzo, a Bassano, e si presentano sotto casa. Citofonano a vari condomini (sul campanello il  tipo non ha messo il suo nome) e finalmente risponde una donna dichiarando che non hanno Gatti in casa e che il suo compagno non ne vuole proprio sapere di tenere Animali in appartamento. Nel frattempo arriva lui, vede le Gattare che lo invitano a  fermarsi, ma lui tira dritto e ci manca  poco che ne tiri sotto una con l’auto. Da quel giorno sparisce del tutto.

Domenica 24 novembre. Una della Gattare decide di contattare il nostro Movimento e noi di Centopercentoanimalisti ci mettiamo subito all’opera.

Le settimane che seguono, le nostre indagini. La sua auto è intestata ad una persona anziana di 78 anni, le sue società S.R.L. hanno un unico socio (lui), hanno sede a Nove (Vicenza) ma a quell’indirizzo c’è solo la domiciliazione della sede legale nell’ufficio di un commercialista. Nonostante tutto, sembra che le sue ditte ricevano contributi economici dalla Regione Veneto e non solo. Il soggetto è un ricercatore chimico, specializzato nei prodotti per la pulizia della casa, in passato è stato anche amministratore di un’azienza di prodotti per la chirurgia veterinaria. I nostri Militanti in orari consoni per intere settimane hanno cercato di mettersi in contatto con lui, ma niente da fare.

Sabato 28 dicembre. Alcuni Militanti, per puro caso, si recano alle 15 circa a casa del soggetto accompagnati da una volontaria per chiedere con cortesia che fine avesse fatto il Micio Dino. Mentre stanno per suonare il campanello di casa, il soggetto arriva con la sua auto nella stradina del parcheggio. Un Militante gli chiede che fine abbia fatto il povero Dino, lui risponde con strafottenza facendo  innervosire il Militante. Nel frattempo arriva la presunta compagna, la discussione si accende, ma senza sapere che fine ha fatto il Micione. 

I nostri Militanti quindi indagano anche sulla presunta compagna e scoprono che lavora in Trentino presso un caseificio di Grigno (Trento) ed è titolare di un’azienda di Bestiame (solo tre capi per la precisione) a Seren del Grappa (Belluno), anche lei, come il presunto compagno, riceve contributi.

Nella notte tra il 27 e 28 gennaio Militanti di Centopercentoanimalisti, per far capire ai diretti interessati che la pazienza ormai è finita, hanno affisso un manifesto presso lo studio del commercialista dove si trova la sede legale del soggetto a Nove (Vicenza) e uno striscione sui cancelli del caseificio dove lavora la presunta compagna a Grigno (Trento).

Vogliamo sapere la verità, vogliamo sapere che fine ha fatto Dino, non molleremo la presa, ad ogni costo, denunce comprese.

Azione al caseificio di Grigno (Trento)

Azione a Nove (Vicenza) ufficio commercialista