Desidero esprimere la mia sul caso Caterina Simonsen, opinione condivisa anche dai militanti di Centopercentoanimalisti, movimento che io rappresento.

Giorni fa, Caterina Simonsen ha dichiarato pubblicamente di essere favorevole alla sperimentazione animale, questa azione ha scatenato un effetto domino di offese ed insulti nei suoi confronti da parte di animalisti dell’ultima ora. Colgo occasione per prendere le distanze da questi personaggi che hanno insultato e offeso questa ragazza che, di sicuro, unico dato certo, ha una vita d’inferno.

Noi di Centopercentoanimalisti, nonostante fossimo a conoscenza delle sue dichiarazioni, non siamo cascati nella polemica ben sfruttata dalle lobby dei maghi della falsa scienza, anche perchè le nostre battaglie le facciamo in strada e non sulle bacheche di facebook, quelle le lasciamo volentieri agli asociali.

Sono convinto che Caterina Simonsen, in buona fede, si sia fatta usare dai furbastri del mestiere, credo fortemente che questa polemica sia stata fatta esplodere in concomitanza con la vicenda Stamina.

Un caso?

La mia onestà intellettuale mi impone una riflessione: i vivisettori hanno furbescamente dato una sonora batosta mediatica al mondo animalista e quest’ultimo ha confermato la sua pochezza intellettiva.

Infine ricordo che una cosa è augurare la morte ad un cacciatore che uccide i nostri fratelli per diletto, tanto per citare un esempio che CI appartiene senza troppi giri di parole (quando muore un cacciatore io brindo per 48 ore), un’altra cosa è offendere ed insultare una persona che, spinta dalla sua disperazione ha espresso una sua opinione. Insultando questa ragazza è stato fatto lo stesso errore che compie quotidianamente chi specula sui malati. Insultando questa ragazza si è fatto lo sporco gioco degli aguzzini che non aspettavano altro. Ammettiamolo, non prendiamoci in giro.

Paolo Mocavero Centopercentoanimalisti