Lettera choc a casa di Tamara Panciera: «Ti sopprimeremo lentamente se non te vai dalla provincia»
Tamara Panciera, sempre lei. La battagliera paladina di chi non ha voce, ma anche della legalità, quella che verrebbe costantemente violata per lasciare campo libero ai cacciatori, autorizzati a sparare anche vicino alle case usando armi a lunga gittata, come quelle a canna rigata impiegate per gli ungulati.Nei giorni scorsi l’inquietante missiva è giunta al suo indirizzo di Mel. Un foglio scritto in stampatello, così come l’indirizzo, che recita Lei ha rotto fino in provincia di Belluno.
Ora ha tempo fino al 25-10 per sparire dalla provincia o verrà soppressa molto lentamente. E’ avvisata.La Panciera ha sporto subito denuncia, ma il suo cuore trema, di paura e di rabbia. «Vivo sola e sono una donna, facile attaccarmi. Le cronache, al giorno d’oggi, sono piene di donne ammazzate – commenta con amarezza -. Certo, ho paura, ma soprattutto sono delusa per il mancato rispetto delle regole. Chiedo solo legalità. Nulla di più. E nonostante questo mi ritrovo in queste situazioni. Ma io non mollo, questa è la mia casa e qui ho il diritto di vivere in serenità».Il movente di una simile minaccia? La Panciera non può evitare di mettere il fatto in relazione al suo impegno non solo contro l’attività venatoria, ma soprattutto contro la mancata osservanza delle distanze dagli abitati, e contro piani di abbattimento che farebbero salire le quote cacciabili basandosi su censimenti appositamente gonfiati.«Esistono perizie di cacciatori ingegneri – spiega a sostegno della tesi sul mancato di rispetto delle distanze di caccia – che attestano la pericolosità delle armi a canna rigata, capaci di coprire tra i 700 ai 1500 metri. Distanza che, se rispettata, metterebbe fuori regola l’uso di queste armi quasi ovunque. Eppure, non si fa nulla».Ma perché viene indicata la data del 25 ottobre come tempo massimo per andarsene?«Temo si siano sbagliati – spiega – forse volevano indicare il 25 novembre, periodo in cui si intensifica la caccia alle femmine di cervo e ai loro piccoli. Sono gli ultimi colpi di stagione».Ma è solo un’ipotesi. La verità, quella tutta da stanare, sta in quella drammatica minaccia che mette in mostra una violenza inaudita, da qualunque parte essa arrivi.
Fonte: Il Gazzettino