5 ottobre 2018 – QUINTO VICENTINO – Due cacciatori, padre e figlio, sono finiti nei guai. Sorpresi  a cacciare con mezzi illeciti, hanno aggredito tre agenti della polizia provinciale. Gli agenti nei giorni scorsi, durante un servizio mattutino di vigilanza nelle campane di Quinto, hanno sentito il canto del prispolone riprodotto da un richiamo acustico vietato. Gli agenti si sono precipitati sul posto e sul retro di un’abitazione hanno notato un posatoio per gli uccelli.

Il figlio alla vista delle divise ha nascosto in tasca il richiamo senza spegnerlo, mentre il padre è stato sorpreso poco distante con un fucile munito di silenziatore. L’uomo ha tentato la fuga ma è stato bloccato da un agente che gli ha strappato dalle mani il fucile perché reticente a consegnarlo. A tale scena il figlio, animato da rabbia, si è scagliato contro l’agente. Non è tutto, perché il padre si è armato di un grosso bastone e l’agente temendo per la propria incolumità ha esploso un colpo in aria con la pistola d’ordinanza.

Gli agenti hanno chiamato il 112, il 118 e il proprio comando. Al pronto soccorso i tre agenti sono stati medicati per le ferite subite durante la colluttazione, con prognosi per uno di 3 giorni. Nell’abitazione dei cacciatoriu è stato effettuato un sequestro di fucili, bossoli di cartucce, il richiamo acustico e uccelli non cacciabili trovati nel congelatore. Padre e figlio sono stati denunciati, dovranno rispondere anche di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.