Avevano la licenza sparare e in casa pistole, fucili e munizioni. Ma per la Asrem erano malati, e soprattutto malati psichici. Lo ha scoperto la Polizia di Stato di Campobasso che negli ultimi mesi ha portato avanti un controllo straordinario sul porto d’armi nel territorio provinciale, prendendo in esame un campione di 5mila residenti detentori di armi e relativa licenza. Di questi 30 sono risultati invalidi – affetti perlopiù da “turbe psichiche”, “gravi depressioni”, “cronico abuso di alcol” – pur risultando legittimi detentori di licenza di porto armi e relative semiautomatiche, fucili da caccia, carabine, proiettili. Il tutto regolarmente certificato sulla base di attestati di “idoneità psicofisica” prodotti dagli stessi pazienti e controfirmati dai medici di base, in alcuni casi gli stessi medici che solo qualche tempo prima avevano certificato instabilità mentale, disfunzioni alla vista e all’udito, e altre patologie funzionali a ottenere dall’Inps la pensione mensile di invalidità o di accompagnamento.
Ora, al termine della verifica della Squadra Mobile della questura di Campobasso, tutti i certificati “sospetti” sono stati acquisiti agli atti dalla divisione di Polizia Amministrativa e circa trenta persone tra medici di famiglia e pazienti denunciati. 

L’analisi che ha passato al setaccio la banca dati dell’Istituto nazionale di previdenza sociale ha messo in evidenza una grave irregolarità, che configura una serie di reati sui quali sono state avviate le indagini preliminari. La truffa – perché di questo si tratta – funzionava in questo modo. I cittadini andavano a farsi visitare dal medico di base che li dichiarava invalidi, mettendo nero su bianco determinate patologie e inviando la documentazione medica all’Inps e alla Asrem.

Gli stessi pazienti, anche quelli che erano stati classificati come “affetti da problemi psichici” poi si recavano in Questura e si facevano rilasciare il certificato anamnestico, cioè di idoneità a ottenere la licenza di porto d’armi soprattutto per scopi “sportivi” e di caccia, ma non solo. Gli stessi medici, in alcuni casi, controfirmavano l’autocertificazione di idoneità, “dimenticando” che i loro pazienti erano malati. E questo, ovviamente, ha tratto in inganno i medici Asrem, della Polizia di Stato o Militare che successivamente hanno rilasciato i certificati di idoneità.

In via cautelare a 30 persone è stato ritirato il porto d’armi e sono state ritirate le pistole e le munizioni tenute in casa. La Prefettura di Campobasso ha anche avviato, a carico di tutti gli indagati, i procedimenti per il divieto di detenzione di armi mentre sono partiti i procedimenti per le revoche delle licenze di porto d’armi.

Fonte: Primonumero