CAMAIORE 24 giugno 2017 – A trovarlo chiuso in auto è stato il cugino. Il finestrino del guidatore leggermente aperto, il fucile di lato. Aveva la testa appoggiata sul sedile, gli occhi chiusi: sembrava stesse dormendo, con i primi raggi dell’alba che gli accarezzavano il viso. Ehi Ivano, gli ha detto il cugino, sveglia. Ma lui non rispondeva. Ivano era morto, colpito da un malore mentre aspettava i cinghiali.

Ivano Lemmetti, 68 anni, lo faceva spesso di uscire di notte per andare a caccia. Ero uno cresciuto a pane e caccia. Una tradizione e una passione, per lui. Giovedì notte si trovava in un terreno di famiglia a La Vallina, Camaiore, dove il cugino ha un’azienda agricola. Da tempo il terreno è stato preso di mira dai cinghiali: arrivano in branco, smuovono la terra, distruggono serre e tutto. Lui allora aveva deciso di passare la notte lì, «si divertiva a mettere in fuga i cinghiali», lo ricorda il nipote dall’obitorio dell’ospedale Versilia dove è appena stato portato il feretro.

Lì c’è anche una delle due figlie, Alessandra (l’altra si chiama Irina) in lacrime: «Parla tu, per favore – dice al cugino – io non ce la faccio».  Ivano Lemmetti viveva a Lido di Camaiore, in Via Macchia Monteggiorini, insieme alla moglie Etelene.  Si godeva la vita da pensionato dopo mezza trascorsa da idraulico. La casa, la moglie, la caccia, i nipoti (due), i cani. Tutto è perfetto, fino a quando non si rompe.

Giovedì notte ha preparato il suo fucile, come faceva sempre. Ha acceso l’auto ed è partito con direzione La Vallina. Arrivato lì, ha parcheggiato e atteso. Chissà se si è addormentato o se è riuscito a rimanere sveglio. Chissà se è stato un cinghiale a spaventarlo o semplicemente il buio se lo è portato vita. Alle 5.30, quando il cugino è arrivato alla macchina, lui era già morto. Inutile la chiamata al 118. Quando l’auto medica è arrivata sul posto, non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Camaiore per gli accertamenti del caso. Ma era chiaro che si trattava di morte naturale. Non c’erano segni di infrazione, il fucile era freddo, sul sedile del passeggero c’era appoggiato il cellulare. I funerali si terranno oggi, alle 15.30 alla chiesa Cristo re di Secco, in piazza Immacolata.

Fonte: Il Tirreno