La vittima è un imprenditore informatico di 47 anni, Paolo Cialini, trafitto a morte da una coltellata al cuore. A ucciderlo è stato Dante Di Silvestre, caldaista molto conosciuto a Giulianova. Ha accoltellato il suo “rivale”, con cui aveva discusso per una precedenza appena 300 metri prima, dal quale era stato colpito con un calcio al basso ventre e poi con un pugno, e che a sua volta aveva inseguito e affrontato una seconda volta, ma stavolta armato.

Con il suo coltello da cacciatore si è vendicato dell’affronto subito poco prima e ha affondato la lama dritto al cuore, quasi fosse in catalessi, senza pronunciare una parola. Cialini si è piegato in due, dal centro della strada ha raggiunto la sua Punto bianca, la cui strada era stata ostruita dall’auto furgonata dell’omicida: dentro c’era la piccola figlia dell’uomo, che terrorizzata ha visto il padre crollare a terra in un lago di sangue. I soccorsi sono stati disperati quanto inutili: Paolo Cialini era ancora cosciente, ma in stato di shock, con una copiosa emorragia dal petto. È stato caricato in ambulanza e a bordo ha avuto un primo arresto cardiaco: rianimato, non ha superato un’altra crisi all’ingresso in pronto soccorso ed è morto.

L’aggressore è stato trovato immobile in strada, lì dove aveva colpito la vittima. Una telefonata a moglie e figlia ventenne che l’hanno raggiunto, trovando un uomo in catalessi: qui è stato fermato dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Giulianova che lo hanno trasferito in caserma. Qui l’uomo, descritto da tutti come una persona mite, lavoratore instancabile e mai protagonista di episodi violenti, è in stato di fermo di indiziato di reato per omicidio volontario: lo stanno interrogando il procuratore capo di Teramo, Antonio Guerriero, e la sostituto Irene Scordamaglia, quest’ultima titolare dell’indagine e che ha disposto l’autopsia sulla salma del 47enne morto.

Fonte: Il Centro